Sei una donna nel 500 a.C.
Hai il potere di fermare una guerra; come? Rifiutando di avere rapporti con il tuo uomo. Nel 411 a.C. Aristofane scrive “Lysistrata”, una commedia che narra di come le donne atenesi si siano rifiutate di concedere qualunque sorta di privilegio sexy ai loro uomini, sino a che la guerra del Peloponneso non fosse terminata.

La pratica dell’astensione sessuale come forma di protesta, per quanto incredibilmente crudele e malvagia, ha radici profonde nella storia, per un motivo in particolare: funziona. Funzionava duemilacinquecento anni fa e funziona ancora oggi, dato che il sesso non è cambiato poi tanto (eccezion fatta per l’utilizzo sporadico di qualche telecamera).
Nel 2002 le donne della Liberia sono stanche di una guerra civile che imperversa da oltre quattordici anni; ecco a voi Leymah Gbowee, una donna in grado di unire tutte le donne del suo paese, indipendente dalla provenienza sociale o dal credo religioso, in un rigoroso regime di gambe incrociate.

L’impegno di Leymah e delle sue connazionali porterà alla conclusione della guerra ed al primo premio Nobel per la Pace vinto per aver cacciato il marito dal letto.
Nel 2011, in un villaggio nelle Filippine, le strade sono diventate impraticabili a causa di una guerra intestina che turbava la quiete dagli anni ’70 (e voi che pensavate gli Hatfield ed i McCoy fossero testardi).
Come risolvere una lotta interna così radicata? Poche settimane di astinenza ed ecco ritornare l’ordine, la pace e, presumibilmente, le telecamere.
Ancor più eclatante è il caso di Pereira, in Colombia, nel 2006.
Lacerata da guerre tra gang criminali, Pereira mostra un numero impressionante di morti, molti dei quali giovanissimi; chi meglio delle belle donne colombiane per risolvere il problema?
In soli dieci giorni della cosiddetta “Protesta delle gambe incrociate”, il tasso di omicidi cala drasticamente, sino a ridursi del 26% nel 2010.
La prossima volta che vi chiedono come affrontare il problema della pace nel mondo, rispondete che avete già la soluzione.
