Materie prime o azioni Blue Chip? Dove è più sicuro il denaro degli investitori durante una recessione

Prima lo scoppio della pandemia da Covid 19, poi quello della guerra in Ucraina: negli ultimi anni non c’è pace per le economie mondiali. L’inflazione ha raggiunto livelli record, c’è carenza di materie prime e di energia, i prezzi sono alle stelle e i mercati finanziari al ribasso. In questo panorama di recessione come può difendersi un investitore?

Investire in oro

Investire in oro non genera dividendi né affitti, ma la speranza che il suo valore possa aumentare nel tempo. La storia ha evidenziato che il metallo giallo è un asset solido. Per la sua attrattiva, brillantezza e utilizzo nella manifattura, è sempre stato considerato una merce di scambio di ottima qualità, oltre che riconosciuto per il suo valore in tutte le società. È stato utilizzato per coniare le monete di maggiore valore e, ancora oggi, le banche centrali di molti Paesi del mondo mantengono grandi riserve auree come garanzia in caso di mancanza di liquidità o di fronte a grosse crisi economiche. E’ il bene rifugio per eccellenza perché riesce a preservare e spesso a incrementare il suo valore. Una protezione dall’inflazione e dai momenti turbolenti, come quelli che hanno abbattuto il pianeta in questo ultimo periodo.

Maxim Manturov, Responsabile della consulenza sugli investimenti di Freedom Finance Europe, afferma che: “per molti anni l’oro è stato considerato un mezzo di risparmio. In quanto bene fisico, non può essere stampato come il denaro e il suo valore non è influenzato dalle decisioni del governo sui tassi di interesse. Poiché l’oro ha storicamente mantenuto il suo valore nel tempo, serve da forma di assicurazione contro eventi economici avversi. Quando si verifica un evento avverso, gli investitori tendono a investire i loro soldi in oro, facendo salire il suo prezzo a causa dell’aumento della domanda. Un calo del dollaro USA e dei rendimenti reali sono positivi per l’oro e per i minatori d’oro. Il dollaro forte ha mantenuto il prezzo dell’oro più basso. Dopo aver raggiunto il picco a settembre e ottobre, il dollaro USA ha recentemente iniziato a indebolirsi, il che probabilmente si tradurrà in un aumento del prezzo dell’oro a causa dell’aumento della domanda”.

Oro

(Image:Coininvest.com)

L’investimento in oro è più idoneo come titolo negoziabile perché più comodo, facile ed economico. La sua preziosità è data dalla sua scarsità e il valore non è intrinseco, ma viene stabilito in base alla domanda e l’offerta. E’ una valuta con un rifornimento limitato, quindi, non si può deprezzare di molto. Nel 2022 i tassi di interesse della Fed sono aumentati e prevede di alzarli al 5,1% entro la fine del 2023, così che l’oro ha perso attrattiva. Ma con l’inflazione che non sembra scendere e tutti i problemi che ne derivano, oltre alla volatilità dei mercati azionari, l’oro può tornare alla ribalta e può ritenersi un interessante investimento.

Investire in azioni Blue Chip

Le Blue Chip sono azioni di grandi e note società che hanno maggior valore, esperienza, una certa stabilità, dividendi in crescita, fama nel management e soggette a frequenti revisioni. Un termine ambiguo che è stato preso dal poker, il gettone blu è, infatti, la fiche che ha il valore più alto. Per fare degli esempi di azioni Blue Chip basti pensare alle celebri società solide come Apple, Coca-Cola, Amazon, Intel, Boeing, Walt Disney, Microsoft, McDonald’s, Starbucks o Johnson&Johnson, solo per citarne alcune.

(Image:TradingView.it)

Comprare azioni Blue Chip può rappresentare una garanzia di fronte all’instabilità delle Borse. Un investimento poco rischioso sia per i principianti che per gli esperti. Non ci si aspetta lauti guadagni come possono essere le azioni growth, ma può essere una scelta oculata per differenziare il portafoglio con titoli meno volatili. Si adattano meglio ai lunghi periodi più che alle speculazioni a breve e, se investite in maniera passiva, possono generare buoni dividendi. Oltre alle azioni, si può considerare l’investimento in ETF contenenti azioni Blue Chip, per diversificare i titoli. Non hanno un rendimento alto ma sono meno rischiosi, adatti quindi per i più giovani, per chi preferisce preservare la propria ricchezza o per chi è alle prime armi.

Le azioni Blue Chip sono generalmente resistenti alle possenti recessioni e fungono da iniettori di fiducia per le loro prospettive a lungo termine, rispetto a quelle di società più piccole o meno conosciute. Un fattore che nei momenti di crisi è sempre di buon auspicio.

Conclusioni

Le contrazioni del mercato prevedono un futuro ancora incerto. E’ difficile stabilire quando ci sarà una ripresa significativa dell’economia, anche se certi settori stanno emergendo più di altri e investire in questi titoli può essere una mossa conveniente. Così come puntare sull’oro e le Blue Chip, che abbiamo visto essere dei buoni scudi nei momenti di recessione. L’importante è fare un piano strategico e determinare quanto capitale si vuole mettere a disposizione, scegliere come diversificare il portafoglio e valutare le tempistiche in cui impegnare quel capitale, se a breve, medio o lungo termine.