Ridurre l’impatto della plastica: le proposte dell’industria europea dei polimeri

Plastics Europe ha commissionato uno studio scientifico per definire l’impatto della produzione della plastica e disegnare roadmap realizzabili per la riduzione dei rifiuti e dell’impatto sugli ecosistemi. Obiettivo: arrivare al net-zero e all’economia circolare nel 2050.

Partendo dalla consapevolezza che non esistono soluzioni magiche per invertire la rotta della situazione climatica, l’associazione paneuropea delle industrie dei polimeri, Plastics Europe, ha commissionato il rapporto ReShaping Plastics: Pathways to a Circular, Climate Neutral Plastics System in Europe, ad oggi la ricerca più completa per tracciare nuove strade per la sostenibilità ambientale dell’industria della plastica.

Un pool di scienziati e di responsabili della società civile, delle industrie e della politica ha raccolto i dati dei sistemi di produzione, riciclo, riuso e scarto della plastica delineando un quadro europeo dell’impatto ambientale della plastica, premessa indispensabile per definire le strategie più efficaci e attuabili per la sua riduzione.

Su questa base sono stati esplorati i percorsi possibili per concretizzare la transizione ecologica per il settore dei polimeri e arrivare a zero emissioni di carbonio in EU entro il 2050, così come stabilito dagli accordi di Parigi e di Glasgow.

Sono state considerate le innovazioni, comprese le tecnologie emergenti, che possono agire su un lungo periodo di tempo e identificata la circolarità a breve e medio termine come fattore chiave per la riduzione delle emissioni del sistema plastica dai processi di produzione fino al rifiuto.

Infatti le azioni dell’industria e delle politiche potrebbero più che raddoppiare la circolarità del sistema dal 14% al 30% entro il 2030, portando a una riduzione di 11 milioni di tonnellate (Mt) di emissioni di CO2 e di 4,7 Mt in meno di rifiuti di plastica. Per fare questo sono essenziali investimenti importanti a breve e lungo termine da parte di diversi attori privati ​​e pubblici, nonché ulteriori innovazioni tecnologiche, nuove infrastrutture e nuovi modelli di business.

Gli investimenti dovrebbero puntare in tecnologie di riciclo avanzato della plastica, in uso di energia rinnovabile nella produzione e in ricerca di materie prime alternative a quelle derivate da fonti fossili come le biomasse. Accanto a queste soluzioni va incrementata la cattura e il riuso della CO2 nei siti produttivi. Tutte queste innovazioni sono essenziali, se si pensa che settori chiave come l’edilizia, l’automotive, il packaging e il settore medicale stanno aumentando la considerevolmente la richiesta di polimeri e quindi il potenziale impatto climatico.

Markus Steilemann, CEO di Covestro e, fino a maggio 2022, Presidente di Plastics Europe, a proposito del rapporto ReShaping Plastics afferma che: “L’industria della plastica ha un ruolo importante da svolgere nella riduzione delle emissioni, nella riduzione dei rifiuti e nell’aumento della circolarità…  Naturalmente, non abbiamo ancora tutte le risposte alle sfide che dobbiamo affrontare. Ecco perché sosteniamo le richieste del rapporto per una collaborazione più intensa ed efficace con la nostra catena del valore e i responsabili politici.

Andrea Turco

Classe 1986. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano, approda a Termometro Politico e contribuisce alla realizzazione del portale di informazione Smartweek. È Direttore Responsabile del magazine insurtech InsurZine

Contattalo a andrea.turco@smartweek.it

Articoli Correlati