Siamo tutti passeggeri dell’aereo della Federal Reserve


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Mentre tre illustri miliardari, Jeff Bezos, Richard Branson e Elon Musk hanno deciso di abbandonare la Terra, almeno per una decina di minuti, per volare nello spazio; il resto dei lavoratori, consumatori e soprattutto investitori stanno volando in un areo pilotato da Jay Powell della Federal Reserve Bank americana.

Le ultime comunicazioni dalla cabina di pilotaggio non rivelano nessuna novità: semplicemente la fase di atterraggio (leggi anche tapering-riduzione degli stimoli monetari) è ancora presto per iniziarla, quindi è probabile che anche la prossima comunicazione, prevista a fine Agosto sopra i cieli di Jackson Hole, sia una semplice comunicazione di servizio. Il problema è che quando inizieremo la discesa, e prima o poi dovremmo farlo, dato che  la benzina non è infinita, molto probabilmente sarà un atterraggio turbolento. La prima notizia è che nel Febbraio del 2022 Jay Powell, il pilota per intenderci, termina il servizio e non sappiamo ancora se Biden avrà intenzione di rinnovarlo, Powell è un repubblicano, inizialmente messo nella cabina di pilotaggio da Obama, e confermato da Trump e Biden.

La candidata pilota più gettonata per la posizione è Lael Brainard, democratica e nel Board della FED. La seconda notizia sembra confermare che la governatrice in pectore Leal Brainard voglia mantenere una politica monetaria accomodante. Tornando al 2019 i rendimenti americani, da quelli monetari sino ai 30 anni,  aggiustati per l’inflazione, erano sostanzialmente a zero, dopo l’evento della pandemia siamo arrivati a -5% per quelli monetari sino a -3% per i trenta anni, possiamo dire che voliamo nei cieli del “Paradiso dei debitori” : la Fed ha suggerito ai privati e alle aziende di indebitarsi e la risposta affermativa non ha tardato ad arrivare, comunque rimane il ragionevole dubbio di quale percentuale dei debitori sarà in grado di ripagare il debito senza fare ricorso ad altro debito, in una specie di “schema Ponzi”. I tassi reali (al netto dell’inflazione) a questi livelli sono, in ogni caso, tempo guadagnato per il Tesoro americano di rifinanziare il proprio debito in tranquillità.

Il “paradiso dei Debitori” ha comportato come conseguenza una detenzione di titoli da parte della Fed di gran lunga superiore a quello delle attività detenute dalla Banca Centrale del Giappone, notoriamente acquirente di qualsiasi attività pur di garantire una politica monetaria espansiva da molti anni nonostante i scarsi effetti sulla crescita economica. Queste anomalie, meglio distorsioni di mercato, hanno comportato valutazioni nei mercati finanziari estreme, prima o poi dovranno essere corrette e l’esperienza ci ricorda che ci sono poche possibilità di fare un “atterraggio morbido” .  La politica monetaria di questo decennio ha contribuito alla forte crescita delle disuguaglianze: i miliardari, per intenderci quelli che ora volano nello spazio, hanno più che raddoppiato i loro patrimoni mentre la paga oraria dei loro lavoratori americani rimane a 7,5 dollari, permango le difficolta della transizione tecnologia dove ci sono 9,5 milioni di posizioni di lavoro aperte e nello stesso tempo abbiamo 9,2 milioni di disoccupati, anche la transizione verso la “green economy” ha dei costi che vengono, consciamente oppure  inconsciamente, dimenticati.

L’inflazione attuale viene considerata transitoria, affermando che la crescita dei prezzi sia stata causata dalle riaperture post Covid, è una scommessa. Powell si gioca questa partita, sicuramente avrà buoni motivi (dati quantitativi) per provarci, comunque certamente se la scommessa non andasse per il verso giusto, il conto verrebbe pagato maggiormente dai lavoratori e consumatori tuttavia anche gli investitori grandi o piccoli risparmiatori subiranno un forte ridimensionamento dei propri patrimoni. Per ora il volo continua senza turbolenze, quindi godiamoci il volo, ma sappiamo tutti, per esperienza, che superato il decollo (quello della politica monetaria espansiva) il maggiore pericolo è nell’atterraggio, se non lo volessimo affrontare non resta che augurarci che qualcuno arrivi a rifornirci in volo. Anche questa manovra è da brivido.