Spagna, Vince la confusione: Tutto Quello che c’è da Sapere sul Voto

Ciò che resta da chiarire è il punto fondamentale: come verrà governata la Spagna?

I numeri ovviamente non consentono a Rajoy di dar vita ad un governo monocolore, né tantomeno a quella che filosoficamente sarebbe l’alleanza più ovvia, quella in coalizione coi centristi di Albert Rivera. Per ottenere la maggioranza assoluta servono 176 seggi, 13 in più di quelli che questo accordo potrebbe offrire.

Da qui si parte per aprirsi a diversi scenari: la soluzione più ovvia – e più gradita a Bruxelles – è quella di un governo di coalizione tra popolari e socialisti. Un’altra ipotesi è quella più fantasiosa di un governo di sinistra che vedrebbe in campo tutti i protagonisti : il PSOE, Podemos, ma anche i partiti minori indipendentisti che metterebbero in grave imbarazzo Sanchez e soci. I vari volti della sinistra spagnola non spesso sono compatibili fra di loro : le frizioni tra PSOE e Podemos sono note,  cosi come è noto come non scorra buon sangue tra Pablo Iglesias e Felipe Gonzalez, ex Segretario del PSOE per tre decenni, Presidente del Consiglio iberico dal 1982 al 1986, autentico mostro sacro della politica socialista e spagnola in genere dell’epoca post dittatoriale.

Non è da escludere l’ipotesi di ritorno alle urne: ci sono due mesi di tempo e trattative per giungere ad un accordo che dia alla Spagna un governo solido e che abbia i numeri per operare.