Una donna al Quirinale

Tre. Tre come gli articoli della Costituzione italiana in cui si parla di parità di genere.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso”.

  • Articolo 3, Costituzione della Repubblica Italiana

“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”.

  • Articolo 37, Costituzione della Repubblica Italiana

“Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza”.

E la frase che in questo contesto a mio parere assume maggior rilievo:

“La Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.

  • Articolo 51, Costituzione della Repubblica Italiana

Tre. Tre come le donne che hanno ricoperto la terza carica dello stato, la Presidenza della Camera dei deputati: Nilde Iotti (1979), Irene Pivetti (1994) e Laura Boldrini (2013). Tre, tre in 75 di vita della Repubblica Italiana.

Tre. Tre come le donne candidate a Capo dello Stato nel 1978, dopo il mandato di Giovanni Leone: Camilla Cederna, Eleonora Moro e Ines Boffardi, che ottennero rispettivamente quattro, tre e due voti, accompagnati da risate in Parlamento, risate che richiesero l’intervento di Pertini -allora Presidente della Camera- che disse:

“Colleghi, non c’è nulla da ridere, anche una donna può essere eletta”

Sei. Sei come le donne che nel 2022 sono state selezionate per votare il nuovo Capo dello Stato.

Sei donne su Cinquantotto delegati regionali.

Ritengo sia d’obbligo ripetere l’anno in cui ci troviamo: 2022.

Le donne continuano ad avere meno rilievo degli uomini, nonostante gli articoli, nonostante gli eventi per la sensibilizzazione sul tema, nonostante le nuove norme riguardanti la percentuale di presenza in azienda o in comitati, le donne continuando ad avere meno opportunità degli uomini, spesso anche ad avere uno stipendio più basso.

Questa discriminazione è ancora molto forte, soprattutto in ambienti come quello della politica.

I tempi stanno cambiando e anche il mondo della politica deve ampliare i propri orizzonti e prenderne atto. È arrivato il tempo di dare alle donne lo spazio che meritano e di fare quel passo in più verso l’elezione di una donna per la carica di Presidente della Repubblica Italiana. Ciò non solo per la tanto declamata parità di genere o democrazia, ma perché il Paese necessita di una persona con competenze adeguate, che ottenga il ruolo per i suoi meriti e caratteristiche personali: una persona capace di mediare, comprendere i cittadini e affiancare le istituzioni nelle principali lotte dei giorni nostri, dalla povertà sociale a quella economica, valoriale e culturale.

La data di scadenza del settennato del Presidente Sergio Mattarella è sempre più vicina e aumentano le preoccupazioni, soprattutto perché pare non ci sia una figura che metta d’accordo tutte le forze politiche.

I nomi che si sono sentiti più di altri, non è necessario ribadirli, è invece importante tendere l’orecchio verso tutte le donne che unite appoggiano la salita al colle di una donna.

Una donna, ma che tipo di donna? Come dice Serena Dandini, si parla di donna ma lo si fa in termini generali, come se il prossimo Presidente della Repubblica possa essere “Draghi, Berlusconi, una donna. Una donna a caso, un dromedario!”.

Ci sono tante donne italiane con un ottimo curriculum e ottime capacità ma non considerate per determinati ruoli o -ancora peggio- considerate soltanto per porre rimedio ad errori o perché nessun altro vuole ricoprire quella posizione.

AIDDA, una associazione con l’obiettivo di valorizzare e sostenere le donne con responsabilità nell’imprenditoria italiana, ha stilato un elenco con le caratteristiche che dovrebbe avere il prossimo Presidente. Le caratteristiche individuate sono sette e rappresentano i pilastri della campagna di sensibilizzazione di AIDDA. Eccoli elencati di seguito.

  • Capacità di unire un Paese diviso
  • Sguardo ‘glocal‘: orizzonte internazionale, ma radici nei territori
  • Ascolto e naturale empatia
  • Conoscenza profonda del quadro costituzionale, giuridico e di governance con buona conoscenza di inglese
  • Rispetto del ruolo tradizionale di super partes
  • Attenzione primaria ai concetti di cura relativa alle persone, all’ambiente, alle relazioni e di one Health, la salute di tutto l’ecosistema che comprende l’uomo e tutto l’ambiente
  • Equilibrio fisico e psicologico

Tra le altre donne che si stanno impegnando per far si che una svolta storica si realizzi anche nel nostro Paese, ci sono personalità che spaziano dal mondo della cultura a quello dello spettacolo, da Dacia Maraini a Lia Levi, da Luciana Littizzetto a Fiorella Mannoia, che hanno lanciato un appello a chi dovrà votare il prossimo Presidente.

Anche la rocker senese, Gianna Nannini, che con un video su Instagram si è candidata a Presidente della Repubblica, ha voluto mandare un messaggio chiaramente provocatorio alla politica, sottolineando l’importanza della rappresentanza femminile all’interno delle istituzioni e, allo stesso tempo, rimarcandone l’assenza in alcuni ruoli.

Al momento è ancora tutto da vedere, la cosa certa è che lo spirito combattivo di noi donne è tornato ed è da qui, è da noi, che dobbiamo iniziare a costruire, per le donne di oggi e quelle del futuro.

Sophie Stasi

Women in Business

Women in Business is the first female association at the Bocconi University and in Italy; the objective is to actively contribute to a greater awareness of the topic of women empowerment through the creation of a female network which would be able to link Bocconi’s female students today with the University’s alumnae and working professionals.

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