Si chiama El Capitan il computer più veloce al mondo. Con delle capacità sostanzialmente inimmaginabili, HPE ha terminato la produzione di un vero e proprio game changer nel campo della tecnologia.
Velocità di 1,742 exaflop, prestazioni di 58,89 gigaflop per watt, 11.000 nodi del sistema: El Capitan è la novità del momento che permetterà agli Stati Uniti di sfruttare un’innovazione decisiva sul campo internazionale con fini determinanti come la fusione nucleare e scoperta di nuovi materiali.
Consegnato al Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Unititi (DOE), El Capitan presenta “prestazioni monumentali, efficienza energetica e possibilità di accelerare le scoperte scientifiche guidate dall’intelligenza artificiale e di realizzare incredibili scoperte per rafforzare la sicurezza nazionale e sbloccare nuove opportunità nel campo delle energie rinnovabili”. Ad affermarlo è Trish Damkroger, Senior vice president and General Manager, HPC & AI Infrastructure Solutions, HPE.
Uno strumento frutto del lavoro di cinque anni e di parecchi fondi investiti, ma che adesso avrà l’opportunità di essere sfruttato in ambito energetico al fine di spingere ulteriormente in alto l’asticella della frontiera della tecnologia statunitense. El Capitan potrà operare in ambito modellazione e simulazione 3D e sottoposto alla potenza dell’intelligenza artificiale.
Uno strumento game changer che gli Stati Uniti utilizzeranno in un momento storico decisivo, in cui il confronto con i vecchi e nuovi “avversari” sullo scacchiere internazionale è tornato prepotentemente in auge.

