Acquistare, Potenziare, Rivendere: Quando i Fondi di Private Equity Guardano al Mondo del Calcio

Non esattamente, perché quando si parla di fondi di private equity non bisogna mai dimenticare un’espressione chiave: exit strategy (o way out). Prima si acquista, poi si potenzia l’oggetto dell’acquisto (e nel caso del Milan questo vorrebbe dire tornare a vincere qualche titolo), ma poi  bisogna rivendere. Perché? Per remunerare il gestore del fondo (Mr. Bee, tanto per intenderci) e offrire un rendimento agli investitori che hanno sottoscritto le quote del fondo (che poi sarebbero i veri nuovi proprietari del Milan in caso di acquisto della maggioranza).E per rivendere bisogna avere ben chiara una strategia d’uscita, che in molte operazioni di private equity è proprio la quotazione della società in cui si è deciso di investire.

E se l’investimento andasse male? In caso di insuccesso sarebbe verosimile quello che in gergo viene definito un write off, cioè l’abbandono dell’investimento. Perché, vale la pena ricordarlo, i fondi di private equity non sono entità astratte gestite da filantropi, ma ragionano sempre in una prospettiva che è quella di acquistare, potenziare e rivendere, per ottenere (nel medio - lungo termine) un certo rendimento a seguito della posizione di rischio assunta.