Alla fine degli anni 1980 Warren ha cominciato ad acquistare le azioni a un prezzo medio di 6,50 $ a fronte di utili pari a 0,46 $ per azione, e ciò gli ha permesso di avere un rendimento di circa il 7%. Nel 2007 Coca Cola stava guadagnando 2,57 $ per azione. Sull’investimento inziale (6,5 $) il “mitico” Warren stava realizzando circa il 39%. E’ facile capire che se l’investimento alla fine degli anni 1980 fosse stato fatto, ad esempio, ad un prezzo di 21 $, il rendimento sarebbe stato appena del 12% (2.57$/21$).
Ecco da dove deriva il nostro primo dubbio circa la regola implicita nelle modalità di acquisto di azioni proposta da Buffet: bisogna acquistare le azioni in un mercato al ribasso, anche per le aziende che hanno un “vantaggio competitivo”, con la consapevolezza che anche per loro arriverà un "momento difficile". L’importante è che questa situazione sia risolvibile. Di conseguenza si deve stare alla larga dall’acquistare quando le quotazioni vengono scambiate ai massimi nel rapporto prezzi/utili: anche aziende con “vantaggio competitivo” non possono evitare di dare rendimenti mediocri agli investitori se questi pagano un prezzo alto.
Annual Earnings & Estimates - Coca-Cola Co/The (Ko)
The Coca-Cola Company's Annual Earnings
I tre grafici sopra ci mostrano come il prezzo dell’azione sia al suo punto massimo, e come le prospettive di utili per azione per i prossimi anni, pur essendo molto interessanti, in relazione ai prezzi ai quali potrebbe essere lanciata una offerta di acquisto per il de-listing, sono decisamente alti. Ciò comporterebbe un rendimento poco entusiasmante. Come potete notare nell’ultimo grafico, per la prima volta dal 2009, il primo quadrimestre del 2014 ha visto un calo rispetto al quadrimestre di chiusura dell’anno precedente.
Forse ci sbaglieremo ma questa notizia, per noi, è un “rumors” mentre Warren insegue i “segnali”.
Caro Warren, sempre pronti a farci smentire dalle tue decisioni.



