Il malcapitato viene così indotto ad abbandonare improvvisamente ed in gran segreto la propria sistemazione per un altra, a gettare il proprio cellulare e così via. Il tutto senza alcun contatto fisico reale con i “rapitori”. In questo modo, il turista risulterà irreperibile per la sua famiglia, la quale verrà invece tempestivamente contattata, sempre telefonicamente, dai criminali.
Comprensibilmente presi dall’angoscia del pensare un proprio caro nelle mani di misteriosi delinquenti latinoamericani, i familiari del “rapito” si piegheranno rapidamente alle richieste di riscatto avanzate dalle voci senza volto . L’estorsione generalmente richiede il pagamento di un riscatto tramite servizi del tipo money-transfer, in tempi brevissimi pena l’esecuzione del finto prigioniero. In poche ore la verità viene a galla, ma ormai il denaro ha preso il volo. Questo tipo di attività ha superato velocemente i rapimenti tradizionali poiché garantisce un elevato rendimento rispetto alle risorse investite, pressoché nulle: niente rifugi, passamontagna e scorte di cibo, qui bastano un telefono e un po’ di ingegno.
Come in tutti i business, leciti o meno che siano, le strategie vincenti vengono imitate rapidamente: ideato in Messico, Venezuela e Argentina, nuovi casi di rapimento virtuale sono già segnalati a Singapore ed in Pakistan.
