Cuore e Tecnologia: gli Ultrasuoni Che Ci Salveranno la Vita

La tecnologia può davvero aiutare l’uomo anche in ambiti così delicati come quello medico. La ricerca permetterà di ridurre sempre di più i tempi delle diagnosi e di accelerare quelli di intervento. Tutto questo però non deve diventare per l’uomo l’alibi per non prendersi cura di se stesso, abbandonando le cattive abitudini e riducendo i fattori di rischio, sicuro del fatto che “tanto ci penseranno le macchine”.

L’innovazione tecnologica non potrà quindi aiutarci nelle nostre scelte e nel nostro modo di vivere e certi numeri potranno ridursi solo quando l’uomo inizierà a prendersi cura davvero del proprio cuore, perché per quanto intelligente, non possiamo pensare che la tecnologia si sostituirà a noi e alle nostre mancanze.

Robbie Williams, nei panni di Andrew Martin ne “L’uomo bicentenario” (il film tratto dall’omonimo romanzo di Isaac Asimov), disse: “Come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo che vivere per tutta l’eternità come una macchina”.

Un robot che desiderava avere un cuore, per amare, per emozionarsi, per soffrire e anche per morire come un uomo, non avrebbe mai trascurato quello che l’essere umano ha la fortuna di avere “in dotazione”.