Da Bologna a Napoli, Riecco Blu: lo Street Artist che non si Piegò al “Potere”

Qualche giorno prima della cancellazione delle belle opere nella città falsinea, neanche a farlo apposta, Blu ne cominciava una nella città partenopea, poi completata nel mese di aprile, passata probabilmente inosservata ai più distratti a causa dei sopracitati avvenimenti.

Un gigantesco omone verde, accompagnato da altri tre “ospiti”, si materializza sul lato dell’ex OPG (ospedale psichiatrico giudiziario), nel quartiere Materdei. Una raffigurazione multidimensionale, dipinta a mano, che esalta prospettiva e movimento: il volto del personaggio principale, infatti, è stato dipinto su due lati del palazzo; il braccio, raffigurato su un’ulteriore facciata, segue la linea delle scale. In totale sono state utilizzate quattro facciate dell’ex ospedale, per dar vita ad un’opera che si contestualizza magnificamente con l’edificio e con l’intera città. Un energumeno che tenta di liberarsi dalle catene, spalancando una bocca (rappresentata da una finestra) dalla quale fuoriescono urla di rabbia, disperazione, libertà e riscatto. Un mix di emozioni, ironia, critica e genialità traspare dagli accesi colori dei volti raffigurati.

Blu va ad arricchire così una città nella quale l’arte di strada continua a farsi spazio liberamente da un po’di anni, andando a far compagnia ad altri lavori di artisti del calibro di Banksy, Jorit Agoch, Alice Pasquini, Francisco Bosoletti, Cyop & Kaf, Ernest Pignon e tanti altri ancora, di cui riportiamo di seguito le rispettive immagini (almeno di quelli citati).

A Bologna cancella e a Napoli crea, dunque. Da una parte sfugge alle grinfie di chi vuole privatizzare un’arte che non può essere considerata tale se non nel contesto in cui è nata e si è sviluppata, perché sarebbe un po’come andare allo zoo o al circo per vedere gli animali; dall’altra continua a dar sfogo a tutto il suo potenziale artistico, perché lo show deve continuare, facendolo in una città che non poco ha da offrire dal punto di vista dell’ispirazione. Un gran dispiacere, ad ogni modo, soprattutto per chi vede la Street Art non solo come qualcosa da fotografare, ma anche come un input, seppur minimo, a dar vita ad opere di riqualificazione nelle molte periferie in cui si respira la sua presenza.