Sempre nella terra dei Cedri, sta riscuotendo largo successo anche il Ktir Salbe Show, che propone una serie di sketch che ridicolizzano i miliziani ISIS, presentandoli come ignoranti e di scarsissima cultura, attaccati ad una lettura letteraria e banale del corano. Uno di questi sketch ritrae un fondamentalista islamico che, salito su di un taxi, inizia a lamentarli con il guidatore vietandogli l’uso di ogni strumentazione assente nel corano (aria condizionata, radio, telefono cellulare); il taxista, infastidito, lo invita a scendere dalla macchina e cercare un cammello, dal momento che al tempo di Maometto non esistevano ancora i taxì.
Libanesi sono anche i The Great Departed, band famosa nell’area di Beirut, che, nel suo ultimo singolo Madad Baghdadi, ha proposto una sferzante ironia ai danni di Al Baghdadi, califfo dello stato islamico. L’ironia non è, però, limitata al solo Libano, ma programmi satirici vengo regolarmente mandati in onda anche in Paesi che subiscono più da vicino le folli violenze dei fondamentalisti, come la Siria, la Palestina o l’Iraq stesso. Inoltre il web si sta letteralmente inondando di vignette, scenette o foto che ridicolizzano i miliziani Isis.
A primo impatto ridere di una tragedia come quella causata dall’avanzata dell’Isis può sembrare sconveniente e di cattivo gusto, ma in realtà la capacità di scherzare e di fare ironia, anche in una situazione tanto drammatica, è un chiaro segnale di quanta forza d’animo e quanta energia possieda ancora la società civile dei paesi coinvolti da tale dramma. Forse, a livello internazionale, bisognerebbe dare maggior credito e supporto a queste energie.
