Il Consiglio di Enrico Maisto ai Giovani Registi: “Ecco Come Fare un Film”

Parola d’ordine per il cinema autoprodotto è quindi coinvolgere…

Mi è venuta una cosa molto importante da dirti. È evidente che c’è un problema grosso di risorse, ma essere indipendente ha anche dei vantaggi: quella libertà assoluta che poi più avanti nel tuo percorso forse non ritroverai più.

Fare un film oggi in Italia per un giovane è così difficile?

Dipende dai progetti, ho visto anche in Italia persone trovare risorse per dei lavori accattivanti e validi. All’estero credo che la situazione sia migliore, c’è un supporto economico e una attitudine diversa. A me ha colpito, per esempio, la FNAC di Parigi che ha una bellissima sezione di documentari che qui non ho trovato: anche in un circuito di distribuzione mainstream c’è spazio per queste opere.

Hai finito il film e poi?

L’unica distribuzione che ha avuto il film per ora è il MilanoFilmFestiaval. Ho mandato il film quando ancora non era finito (l’ultimo montaggio è di una settimana fa!). L’ho presentato qui perché questo mi sembrava il punto di partenza migliore, un festival giovane per opere prime e seconde, poi Milano è la mia città… e l’hanno messo pure in concorso! Una sorpresa che mi ha fatto contento.