Fabbricare Isole per Controllare il Mare: Il Nuovo Espansionismo Made in China

Le conseguenze della creazione di tali isole potrebbero essere devastanti: oltre al disastro ambientale (di proporzioni incalcolabile per una zona ad alta pescosità e ricca di fauna ittica), esse rischiano di minare pericolosamente l’assetto geopolitico della regione, e non solo. Filippine, Vietnam e Taiwan non hanno la possibilità di confrontarsi con la Cina dal punto di vista militare, e perciò stanno cercando frenare l’espansionismo cinese reclamando l’intervento delle Nazioni Unite. Da Pechino hanno già fatto sapere che non accetteranno intromissioni di organi internazionali nei propri territori.

Il rischio più grande è, però, rappresentato da un possibile conflitto di interessi tra Cina e Stati Uniti nella zona. La Cina ha ben chiaro che il principale nemico strategico nella zona sono gli Stati Uniti, che abitualmente percorrono e sfruttano le rotte passanti per il Mar Cinese Meridionale. Già nel dicembre 2013 si è rischiato lo scontro tra l’incrociatore statunitense USS Cowpens (convinto di transitare in acque internazionali) e la portaerei cinese Liaoning (che imponeva all’incrociatore di allontanarsi dalle acque territoriali cinesi), e le Filippine hanno fatto sapere che sono pronte a chiedere l’intervento dell’alleato americano per difendere i propri diritti.

Lontano dai tradizionali scenari di crisi, lontano dai riflettori di mass media e reporter di guerra, si sta combattendo una guerra fredda per il controllo di un lembo di mare cruciale dal punto di vista strategico, e le conseguenze di questa guerra sono, al momento, imprevedibili.