Finanza islamica: cosa possiamo imparare dal sistema bancario che ha evitato la crisi finanziaria e quali opportunità/rischi si celano dietro una possibile adozione in Italia?

  • PARTE TERZA

La finanza islamica ruota attorno a due capisaldi, l’asset backed (la garanzia da parte di un’attività reale come sottostante dello strumento) ed il risk sharing (la condivisione del rischio d’impresa da parte dell’istituto finanziario in tutti gli strumenti shari’ah compliance).

Per l’Italia la difficoltà principale nel concretizzare un’offerta compatibile con questo target, oltre che dimensionale riguarda soprattutto limiti normativi sulla doppia tassazione dei passaggi di proprietà, inesorabili nei casi di “mutui islamici” tra venditore- banca e banca-cliente, rendendo sconveniente l’operazione, inoltre il fatto che ogni prodotto finanziario debba riguardare asset reali minimizza di fatto il mercato dell’offerta rispetto la finanza tradizionale.

Infine, non da meno, l’importanza di una corretta interpretazione delle norme di diritto islamico, che richiede l’istituzione di Shari’ah Board costituita da  esperti in materia per pronunciarsi sulla compatibilità delle operazioni.

Nonostante questi apparenti limiti, il futuro della finanza islamica resta luminoso, data l’importanza economica e geopolitica dei paesi in cui il fenomeno si sta sviluppando e la necessità per un target in continua crescita, in Italia come in altri paesi europei, di essere assistito con prodotti finanziari su misura, lascia intravedere ottime opportunità di investimento.

Giovani Drovetti

Consulente d’impresa, lavoro nell’ambito della consulenza fiscale e societaria a Torino. Nutro una forte passione per tutto quello che riguarda la finanza d’impresa e i mercati finanziari.

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