Alberto, in Italia siete un business giovane e vi scontrate con una legislatura forse tra le più complesse. Come avete affrontato i problemi legati al lavoro autonomo?
Il settore delle pulizie domestiche in Italia è dominato dal “mercato nero” per il 60%. In questo panorama noi siamo l’alternativa legale. Ad oggi, dopo poco meno di un anno di attività operiamo in tutte le principali città italiane, siamo un team di 20 persone ed abbiamo pulito più di 10.000 appartamenti grazie alle diverse centinaia di addetti che hanno scelto di diventare nostri partner. Questi dati sono un segnale più che positivo del fatto che gli italiani stanno recependo al meglio il nostro tipo di servizio proprio perché va a colmare un vuoto normativo rispondendo ad un bisogno reale.
Helpling si rivolge a quella fascia di clienti che non ha la possibilità o la necessità di regolarizzare il proprio collaboratore domestico e che ha percepito la comodità della prenotazione attraverso il mezzo tecnologico oltre alla garanzia di qualità nella selezione dei partner che contraddistingue il nostro brand. Non abbiamo riscontrato nessun problema legato al lavoro autonomo, perché gli Helpling sono partner che lavorano a partita IVA e che utilizzano la nostra piattaforma per trovare e gestire i loro clienti

