La risposta della controparte, tuttavia, non è tardata ad arrivare: la settimana seguente, il NYT ha dato spazio a una pubblicità anti-legalizzazione, che vede come protagonista un dirigente in giacca e cravatta, seduto in una sala conferenze, con una bandana in testa. Una scritta, sul fondo, recita: “la legalizzazione della marijuana vuole dar vita ad un nuovo gruppo di società, la cui fonte di reddito primaria è un prodotto ad alta assuefazione”.
Potendo contare sul sostegno del 54% dei cittadini americani e sull’appoggio di uno dei quotidiani più importanti al mondo, New York sembra aver vinto la prima battaglia di una lunga guerra per la legalizzazione dell’uso medico della cannabis.
Insomma, dati alla mano, nel corso degli anni, la proibizione ha creato gravi danni alla società. Se a questo si aggiunge che, scientificamente, la marijuana risulta essere meno dannosa di alcool e tabacco, la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto. Considerando anche la finalità benefica della sua legalizzazione, come non ricordare le parole del politico e comico genovese Beppe Grillo, che nel 1997, nel corso di uno spettacolo, riguardo alla canapa disse: “alla fine, l’uso più stupido che se ne può fare, è fumarla”.
