La Storia di Yukawa e Goto: i Due Ostaggi Giapponesi Uccisi dall’Is che Guideranno la Politica Belligerante del Sol Levante

CONSEGUENZE

Shinzo_Abe

La politica internazionale giapponese, dopo gli attacchi su Hiroshima e Nagasaki, è sempre stata incentrata su una costituzione definita “pacifista”. A testimoniarlo è l’articolo 9 del testo costituzionale che prevede l’obbligo di rinuncia alla guerra, alla minaccia e all’uso della forza per risolvere controversie internazionali, con il divieto di detenere forze di mare, terra o aria e di non riconoscere il diritto di belligeranza dello stato. Una posizione che il governo giapponese ora dovrà rivalutare, come affermato dal premier Shinzo Abe. L’obiettivo per il futuro prossimo, alla luce di quanto accaduto ai due ostaggi in Siria, è quello di provvedere immediatamente a una reinterpretazione dell’articolo 9, per fare in modo che le vite e la pace del popolo giapponese vengano tutelate dalle vicine minacce dell’Islam, ma anche della Corea e della Cina. Abe ha inoltre promesso 200 milioni di dollari (la stessa cifra richiesta dall’IS per il rilascio dei due ostaggi) per la lotta all’estremismo che da anni ormai mina la stabilità politica dell’oriente. Le intenzioni del premier, da sempre ostile a questa inerzia prevista dalla costituzione, si scontreranno molto probabilmente con il PDG (partito democratico) e il Partito Buddista del Nuovo Komeito, da sempre contrari alla svolta belligerante. Il Giappone è ora chiamato a fare passi avanti verso la politica di affiancamento alla coalizione contro l’IS, guidata dagli Stati Uniti.