Un Ponte tra Università e Lavoro: Nasce l’Associazione Hub Giovani

Com'è strutturata l'associazione, esiste un organo decisionale che prenda le iniziative oppure sono decise collettivamente? Quanti ragazzi sono con voi al momento?

Al momento l'associazione conta una sessantina di collaboratori ed un gruppo più attivo composto da circa 40 ragazzi, che si occupano materialmente di curare tutti gli aspetti relativi alla creazione delle attività e alla loro diffusione. C'è anche una base costituita da 25 amici che si riuniscono periodicamente per supervisionare le attività e decidere eventuali modifiche al progetto. Molte delle personalità che si raccolgono intorno a noi sono proprio studenti provenienti da diverse università milanesi. L'intenzione, il vero core business della nostra associazione, è quella di estendere il più possibile la platea di persone che con noi interagiscono e collaborano. Siamo consapevoli che solo crescendo numericamente e facendo massa critica avremo possibilità di lasciare un segno profondo nel percorso accademico e non dei ragazzi. Nel nostro caso è più che mai vero che "l'unione fa la forza".

Prima, parlando delle varie attività di cui vi occupate, hai menzionato l'aspetto dei progetti. Vuoi approfondirlo?

Sì, sostanzialmente si tratta di un lavoro che vorremmo portare avanti parallelamente a quello degli eventi. Anche in questo caso saranno protagonisti assoluti proprio i ragazzi che potranno davvero mettere in campo le conoscienze acquisite sui banchi di scuola per applicarle a casi concreti. Davvero una bella opportunità per un'ambiente che troppo spesso privilegia aspetti teorici di una disciplina senza curarsi di quelli più tecnici, che infine nel mondo del lvoro contano molto. Ad esempio gli studenti di economia potranno occuparsi di progetti didicati alla finanza sostenibile, alla corporate social responsibility, alla consulenza. Gli appassionati di moda potranno curare un progetto relativo ad essa e così via. Cercheremo, per quanto possibile, di creare vere e proprie sinergie con le realtà del lavoro intorno a noi e magari proporre opportunità di stage o altri reward inerenti l'attività svolta. Nulla sarà lasciato al caso, ogni progetto conterà tra le sei e le 10 persone, sarà capeggiato da un project manager e seguito contemporaneamente da un advisor esterno. Il tutto per rendere l'esperienza nella maniera più concreta e sfidante possibile.

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