Senza Investire in Istruzione e Innovazione l’Italia Non Cresce

Il Gap Educativo

L'indice del capitale umano è un altro indicatore importante: combina gli anni di educazione e con gli effetti di questa sull'economia domestica, fornendo così una misura generale di quanto l'educazione contribuisca economicamente alla vita della persona, in ogni paese. Come si evince dalla figura 3 il capitale umano italiano è qualitativamente più basso rispetto sia alla Svezia che alla Francia.

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In questa analisi è importante considerare anche il tasso di educazione terziaria, quella più appropriata per l'innovazione. Nel 2012 solo il 18% della forza lavoro italiana aveva un'educazione di questo tipo, contro il 34% dei lavoratori svedesi.

Un'altra questione è che gli italiani considerano i guadagni economici derivanti dall'istruzione molto inferiori rispetto agli sforzi compiuti. Come se non ne valesse la pena crederci. Infatti sembra non ci creda nemmeno l'Italia, visto che la spesa pubblica nel 2011 è stata pari al 4,29 % del Pil, contro il 5,68% della Francia e il 6,82% della Svezia.

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Come intuibile, gli italiani che hanno compiuto studi universitari sono più portati a emigrare all'estero. Nel 2010 gli svedesi con un'educazione terziaria che sono emigrati sono stati il 6,5%, gli italiani più del 9%. Chi parte è motivato dalle poche prospettive economiche italiane, ma è chiaro come in questo modo la performance economica nazionale sia solo destinata a peggiorare, aumentando la tendenza delle future generazioni a lasciare il paese.

Il Pil dalla crescita lenta, o quasi inesistente, e una bassa produttività sono lo specchio di questi ritardi nell'innovazione e nell'educazione. Ci aspettiamo da questo governo e dai prossimi a venire un impegno concreto ed investimenti tangibili per contrastare questa tendenza desolante.