Ultimamente, per fortuna, l’occidente sembra aver realizzato che i prodotti dell’animazione orientale vanno trattati come tali e non come surrogati Disney dagli occhi a mandorla: sono stati fatti numerosi ridoppiaggi e nuove uscite in sala di lungometraggi che all’epoca sono passati in sordina. Il caso de La città incantata, di Miyazaki, è un caso limite: vincitore dell’Orso d’oro a Berlino e dell’Oscar come Miglior Film d’Animazione nel 2003 (unico caso nella storia degli anime, fin’ora), è un racconto talmente particolare da aver affascinato anche il pubblico dell’Ovest, che ha visto nella piccola Chihiro un’eroina moderna, una novella Alice nel paese delle meraviglie – solo, molto meno sprovveduta.
Se siete curiosi di vedere quanto possano soffrire i protagonisti di un “cartone”, andate a vedere Una tomba per le lucciole. Ha la stessa potenza emotiva di qualunque film di guerra.
