Però le possibilità di diversificazione di mercato sono diverse..
Certo, ma siamo una startup quindi inizialmente abbiamo preferito focalizzarci su un mercato specifico, quello della sicurezza, che presenta oltretutto numeri interessanti con 8 miliardi di dollari fatturati solo nell’ultimo anno. Il passo successivo sarà proprio quello di indirizzarci anche verso il mondo consumer. Ci aspettiamo che siano molti i genitori che vorranno garantirsi un monitoraggio dei propri figli, soprattutto di quelli più piccoli.
È possibile che insorga un problema legato alla privacy?
No, perché in realtà noi cancelliamo tutti i dati. Inoltre fuori dall’orario di lavoro è sufficiente che l’operatore effettui il log out dall’applicazione per interrompere il monitoraggio.
Siete disponibili solo su android o anche su IOS?
Siamo disponibili solo su android al momento, per fronteggiare le esigenze di contenimento di costi delle aziende nostri clienti che non avremmo potuto certo permettersi il pagamento di dispositivi IOS per tutti i loro dipendenti. Alcuni nostri clienti inoltre stipulano dei contratti di leasing con le loro compagnie telefoniche, così che il costo degli smartphone possa essere plasmato su più mesi. Questo consente nuovamente di avere dispositivi sempre aggiornati ad un costo contenuto, ancora una volta evidenziando la differenza esistente con i nostri competitor: l’acquisto di nuovi dispositivi hardware per ogni dipendente è infatti proibitivo in termini di costi.
Quali i prossimi passi?
Al momento il nostro obiettivo è quello di strutturare una rete di vendita importate. Stiamo cercando un round di seed di all’incirca 450 mila euro per continuare la ricerca e sviluppo, creare un brand forte e sviluppare la rete commerciale. Sicuramente contestualmente vorremmo aprirci al mercato estero dove il problema della sicurezza sul lavoro è molto più sentito. Inghilterra e Spagna sono sicuramente i due paesi europei più sensibili a questa tematica. Il nostro primo cliente infatti, quello da cui è nato aGesic, era inglese..
