Spesso nella ricerca di una spesa consapevole vengono scartate a propri prodotti di compagnie multinazionali. Sono solo pregiudizi o l'esternalizzazione delle filiere produttive rende effettivamente il controllo più difficile?
Anche in questo caso, dipende dalle situazioni. In generale il problema non è tanto l’esternalizzazione delle filiere, quanto il fatto che la presenza di molti intermediari tra gli allevamenti d’origine e il produttore o rivenditore finale renda più difficile la conoscenza dei reali standard di benessere animale delle filiere. In molti casi le grandi aziende multinazionali sono state le prime ad accorgersi dei rischi collegati a una scarsa conoscenza delle filiere e hanno iniziato a lavorare con i propri fornitori per conoscere meglio e definire alcuni standard. Queste aziende hanno anche saputo sfruttare per prime i vantaggi commerciali che derivano dalla possibilità di comunicare questo percorso ai propri consumatori. Le aziende con cui lavoriamo come Settore Alimentare di CIWF sono leader di settore che rivestono un ruolo chiave del percorso che porta verso filiere più etiche e sostenibili. Queste aziende, infatti, rivestono un ruolo molto importante perché sono in grado di raggiungere moltissime persone con le loro comunicazioni e le loro filiere comprendono un grande numero di animali che possono trarre beneficio dalle loro innovazioni.
Per fare un esempio recente di come le scelte di grandi aziende possano influenzare il mercato, si può prendere il caso delle uova negli Stati Uniti. A settembre dell’anno scorso, McDonald’s Nord America ha annunciato che avrebbe smesso di utilizzare uova da galline allevate in gabbia in tutti i propri ristoranti di USA e Canada entro il 2025. Questa decisione ha prodotto un effetto a cascata con un numero incredibile di altre aziende e supermercati che hanno attuato la stessa scelta, tra cui Starbucks, Kellogg Company, Taco Bell, Dunkin’ Donuts, Trader Joe’s, Delhaize e Kroger. Il numero di galline che beneficerà di questa scelta è inestimabile.

Pasqua si avvicina e così anche le campagne animaliste che invitano a non acquistare carne d'agnello o uova. Ci sono 'vie di mezzo' per non rinunciare a questi alimenti nel rispetto delle condizioni di vita degli animali?
A Pasqua, come in ogni altro periodo dell’anno, la prima cosa da fare è informarsi e prestare attenzione a quello che si acquista, preferendo sempre prodotti da allevamenti maggiormente rispettosi del benessere animale, come sistemi in cui gli animali hanno accesso all’aperto. Così, nel caso delle uova si dovrebbero preferire sempre uova da galline allevate all’aperto e lo stesso dovrebbe valere anche per gli agnelli. Tuttavia, è estremamente importante che uguale attenzione venga prestata durante tutto l’anno alle altre specie di animali, perché anche polli e conigli, ad esempio, dovrebbero meritare la stessa attenzione prestata agli agnelli nel periodo pasquale. Gli animali sono tutti uguali, tutti esseri senzienti.
