La mission di Art Stories: Far Conoscere l’Italia ai Bambini, Giocando

Quali sono secondo voi i punti di forza che rendono ArtStories un prodotto vincente nel campo dell’educazione infantile?

In primis il fatto di aver sviluppato il progetto sottoponendolo a un gruppo di bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni in ogni singola fase di elaborazione. I bambini sono molto esigenti: sanno precisamente ciò che amano e ciò che li annoia e non hanno paura a suggerire modifiche o elementi interessanti. Sicuramente caratteristiche come uno storytelling enfatico, una grafica molto accattivante e la creazione di mini giochi divertenti, rendono il prodotto molto apprezzato dai più piccoli. Infine sicuramente il fatto che questo progetto abbia una doppia valenza, B2B e B2C, gioca un ruolo fondamentale. Da un lato infatti vogliamo creare uno strumento utile alla famiglia, utile ai genitori che possono usare ArtStories come mezzo di comunicazione divertente e coinvolgente per spiegare ai bambini la storia dell’arte, dall’altro lato aiutare le istituzioni, i musei pubblici e privati a comunicarsi a questo preciso target.

ArtStories_it

Qual è il prossimo grande passo per ArtStories?

Rivoluzionare il mondo dei tablet, in particolare la fruizione di quest’ultimo: da strumento utilizzato per  distrarre il bambino alienandolo, a tool essenziale per la formazione. La nostra linea di app si propone di realizzare ciò, sfruttando le sue tre modalità di utilizzo: la lettura domestica da parte della famiglia, per fornire una base di conoscenze prima dell’ esperienze museale; la fruizione durante l’occasione d’uso per arricchire l’esperienza visiva; il gioco per un tempo libero successivo alla mostra.