A complicare la situazione ci si mette anche l’incertezza politica che affligge il Paese. Secondo il Wall Street Journal circa 700 milioni di dollari sarebbero stati mossi attraverso agenzie governative e compagnie legate alla società di investimento statale 1Malaysia Development Bhd. Soldi finiti poi nei conti del primo ministro Najib Razak. Una notizia allarmante, che ha scatenato l’ira dei cittadini, costretti da mesi ormai a stringere la cinghia per contribuire a ridurre il deficit di bilancio del Paese. Le accuse di corruzione a carico del capo del governo malese, inoltre, vengono costantemente censurate dal primo ministro stesso, che prima ha licenziato il vice Muhyiddin Yassin, colpevole di aver chiesto la verità sulla vicenda legata all’1MDB, e poi ha tolto le licenze di pubblicazione a molti quotidiani locali, tra cui il The Heat, che aveva paragonato i viaggi commerciali della first lady Rosmah Mansor a quelli di Imelda Marcos, ex first lady filippina, riconosciuta in tutta la regione asiatica come emblema del lusso e dello sfarzo.
Un clima che sicuramente allontana gli investitori stranieri di cui la Malesia ha incredibilmente bisogno e condanna la nazione a una durissima crisi economica.

