Corbyn: ideologia e carriera politica.
Jeremy Corbyn è in assoluta controtendenza col processo di rinnovamento che si sta compiendo nelle (varie) sinistre europee: alla generazione dei quarantenni rampanti che ha visto salire alla ribalta Renzi in Italia, Tsipras in Grecia e Pablo Iglesias in Spagna, il Regno Unito risponde con la leadership di un classe 1949.
Sicuramente ciò che non manca nel suo curriculum è l'esperienza: Membro del Parlamento dal 1983, precedentemente ha fatto parte di diverse organizzazioni sindacali che, proprio in quegli anni, si sono scontrate col pugno di ferro di Margaret Thatcher. Molti anni della sua carriera politica sono stati spesi al servizio di cause pacifiste – non è un caso che il primo passo compiuto una volta assunta la leadership dei laburisti sia stato chiedere scusa per la guerra in Iraq del 2003, che vide il sostegno totale di Blair alle scelte operate da George W. Bush – palesando ulteriormente la distanza tra quello che i laburisti ambiscono a diventare rispetto a ciò che sono stati recentemente. In questo senso Corbyn spazza via ogni equivoco: il suo credo politico è chiaramente appartenente alla sinistra tradizionale e più radicale e ciò lo ha portato a dichiarare che “il Regno Unito può imparare da Marx”.
Resta da vedere quanto dichiarazioni di questo genere possano attecchire in un paese storicamente conservatore e che ha visto in Tony Blair l'unico leader della sinistra – sui generis – ad essere stato legittimato da un mandato popolare negli ultimi 40 anni (sia Callaghan nel 1976 che Gordon Brown nel 2007 infatti non sono passati dall'esito delle urne prima di approdare a Downing Street).
