3. IL GIORNO E LA NOTTE
Qui l’insindacabile propensione di Giusy Ferreri per i ritornelli viene quasi totalmente oscurata dal testo delle strofe. Perché il concetto è chiaro, è uno ed è innegabile: tu e lui non ce la potete fare. A stare insieme e forse neanche proprio a stare. Io forse avrei scelto un titolo diverso, giusto per lavare via un po’ di banalità legata al concetto della difficoltà di capirsi e fidarsi (che di per sé è ritrito), eppure trattasi del tipico brano che non dice niente di eccezionale ma che è perfettamente in grado di adattarsi a una situazione che tutti, prima o dopo, ci troviamo meravigliosamente a sperimentare. Quella in cui non ci capisci una beata mazza, in cui vi rincorrete, vi allontanate, vi state sul cazzo, vi piacete un sacco, volete andare a vivere insieme a al contempo non vedervi mai più. Quella in cui passi da “avere il tuo odio è meglio che avere l’amore di un’altra” a un gioco sadomaso di “tiro alla fine” che si riassume perfettamente ne:
Voto: o zero o 10, in misura inversamente proporzionale a quanto sia appagante la tua vita sentimentale mentre l’ascolti.
