Da John Lennon a Fedez, Quando la Musica si Scontra con la Politica

E gli Oasis si sono trovati nella seconda metà degli anni ’90, più o meno inconsapevolmente, ad essere parte dell’ingranaggio che ha riportato i laburisti guidati da Tony Blair a riprendere posto, dopo 17 anni di ininterrotto governo conservatore, al Numero 10 di Downing Street. La fase di preparazione della campagna elettorale che avrebbe portato alla vittoria di Blair nella primavera del 1997, coincise col periodo di maggiore successo della band guidata dai fratelli Gallagher, la cui immensa popolarità fu sfruttata argutamente dal Primo Ministro, imbeccato a dovere da alcuni membri del suo entourage (lo spin doctor Alastair Campbell su tutti). Non stupisce cosi che al party organizzato a Downing Street per celebrare il ritorno al potere dei New Labour sia stato invitato anche Noel.

tony blair noel gallagher( Tony Blair e Noel Gallagher, Downing Street, Londra. Maggio 1997) theguardian.com

Quello degli Oasis nei confronti di Blair non è stato l’unico caso di endorsement dato da musicisti famosi a politici rampanti. Tornando infatti alla, ben più modesta, realtà nostrana troviamo vicende analoghe: Jovanotti, oltre a manifestare una cronica e spasmodica voglia di parlare bene sempre di tutto e di tutti, ha pubblicamente dichiarato il suo appoggio nei confronti di Renzi. Il diversamente rapper Fedez ha trovato invece il suo habitat naturale nel Movimento 5 Stelle, per il quale si è addirittura prodigato nella composizione dell’inno ufficiale.

Non sarà come avere la generazione dei Gaber e dei De Andrè, ma questo passa il convento.