E il Naufragar m’è Dolce in Questo Mare di Reality Show: l’Isola dei Famosi e il Futuro Cinematografico di Andrea Preti

Andrea si è concesso in esclusiva per Smartweek, per raccontarsi a 360° e per narrare che cosa c’è dietro ad una macchina così complessa come il più famoso reality televisivo italiano.

 

Chi non conosce un reality si chiede che cosa significhi prendere parte ad un progetto come l’Isola.  Perché un personaggio non appartenente al mondo televisivo decide innanzitutto di farla?

“Ho fatto l’Isola perché mi piacciono gli sport estremi e le sfide con me stesso. Magnolia me lo aveva proposto già lo scorso anno ma il modo in cui era fatto il programma l’anno scorso non mi interessava. Quest’anno ho saputo che c’era un’isola Desnuda, più selvaggia ed estrema e grazie ad uno spostamento degli impegni cinematografici da maggio a luglio ho deciso di partecipare. Fino a quando sono rimasto nella Playa Desnuda non ho avuto nessun problema proprio perché ero uno che si dava molto da fare supportando il gruppo. Poi una volta passato con i concorrenti famosi sono entrato in alcune dinamiche che non mi appartenevano”.

 

Diciamo che ad un certo punto ti sei ribellato al sistema “reality”.

“Non avevo quei tempi televisivi o quel modo di fare tipico di chi partecipa ad un reality show. Un modo fatto di strategie per le nomination o del parlare male degli altri concorrenti. Mi sono ritrovato in un gruppo in cui erano presenti degli schieramenti ed io stesso ho scelto con chi schierarmi e a questo gruppo sono rimasto fedele. Mi sono comportato in maniera totalmente naturale ma a casa è arrivata un’immagine di me completamente distorta, creata ad arte dai montaggi degli autori, in cui Andrea veniva fuori come una persona scorretta e falsa. Dopo tre puntate in cui percepivo l’antipatia e le critiche del pubblico da casa durante la diretta in studio ho iniziato a farmi delle domande”.

 

A quel punto un concorrente si ritrova a dover seguire il racconto. Tu invece hai scelto di uscire e sfidare il sistema. Perché?

“Perché non ho trovato giusto il modo in cui volevano farmi venire fuori. Non lo era per il mio vissuto, la mia famiglia e le persone che lavorano con me e mi conoscono. La puntata del mio ritorno in Italia mi ha catapultato in una sorta di “uno contro tutti” in cui hanno cercato di mettermi un bavaglio proprio perché ho raccontato le dinamiche del programma per quelle che erano realmente e non per le trovate autorali. Non sono stato creduto inizialmente ma la settimana successiva durante l’uscita di Orfei che ha ribadito le stesse cose, il pubblico ha iniziato a sospettare realmente che io avessi raccontato la realtà delle cose”.

 

In un programma in cui il montaggio la fa da padrone, cosa non si vede esattamente?

 “Non si vedono tantissime cose! Una giornata di 24 ore viene riassunta in due spazi di circa 10 minuti. È facile quindi creare un personaggio attraverso dei momenti di euforia o tristezza che magari sono durati non più di 10 minuti all’interno di quella giornata”.

 

Come è strutturata una giornata dell’Isola dei Famosi per un concorrente?

“Alle 5:30 suonava la sveglia con il sorgere del sole. Alle 6 facevamo la colazione con un cocco da dividere in tredici. Alle 9:30 si andava a pescare con l’obiettivo di aver qualcosa da abbinare alla razione di riso giornaliera. Alle 11:00 si pranzava, poi si riposava qualche ora e poi si tornava a fare la raccolta di frutta, di bacche o dei granchi di terra. La giornata finiva con il tramonto e praticamente alle 18 e per le 12 ore successive non avevamo più nulla da fare”.