Esiste la possibilità di esplorare l’Isola?
“L’Isola la si può esplorare fin dove possono arrivare i cameraman e le troupe della produzione e dei fonici. Il team è composto da circa 25 persone che non hanno nessun rapporto con i concorrenti. C’è un nastro giallo che delimita la zona in cui i concorrenti possono stare poiché appunto il resto dell’Isola è inagibile alle telecamere”.
Che rapporti si creano con gli altri concorrenti? Si è amici per contratto o nascono realmente dei rapporti umani?
“Io ho creato due ottimi legami con Giacobbe Fragomeni e Stefano Orfei, che vedo e frequento anche fuori dall’Isola. Se si ha l’interesse di conoscere delle persone possono nascere delle amicizie anche perché è naturale ritrovarsi a parlare di cose personali dopo tante settimane di convivenza in Honduras”.
Che cosa segue professionalmente ad un’esperienza così popolare come un reality?
“Per me niente di televisivo! A luglio inizio a girare una commedia con un importante regista italiano di cui ancora non posso fare il nome mentre sempre nello stesso mese uscirà un altro film che mi vedrà protagonista con la regia di Giancarlo Giannini. Nel mese di settembre comincerò le riprese del mio primo film internazionale assieme ad un regista come Luis Prieto con il quale sono molto felice di poter lavorare. Mi è stato proposto di partecipare ad altri reality sulle reti Rai e Mediaset ma penso che la mia esperienza televisiva dopo l’Isola si possa concludere. Il mio ambiente è il cinema e lo sarà sempre assieme ai miei riferimenti che arrivano dal neorealismo: Rossellini, Fellini e Visconti. Ho studiato Recitazione, Scrittura e Regia a Los Angeles abbandonando il mondo della moda a cui non sentivo più di appartenere ma che mi ha dato la possibilità di guadagnare dei soldi da investire in questa carriera”.

Quanto pensi che in Italia sia difficile affermarsi per una persona che arriva da un altro mondo che non è il cinema? Il pregiudizio in Italia è cosi difficile da eliminare?
“È abbastanza difficile ma non impossibile ed io ci voglio provare. Spero che questi prossimi film mi diano la possibilità di dimostrare ciò che so fare. Se così non fosse ho già delle proposte internazionali oltre quelle che ti ho citato per alcune produzioni sia cinematografiche sia di serie tv. Al massimo tornerò a lavorare in America o in Gran Bretagna dove persone come Eddy Redmaine e Channing Tatum che lavoravano con me nel mondo della moda, hanno già trovato la strada del successo. Forse perché in America le porte si aprono al talento senza guardare alla provenienza della persona”.
