Fast-Fashion Industry: Magliette a 2 euro e la Coscienza dei Consumatori

La coscienza dei consumatori.

Per mettere un freno a questo processo di sfruttamento l’unica strada percorribile è quella dell’informazione dei consumatori. Il problema è che i consumatori queste cose le sanno, perché gli scandali di sfruttamento del lavoro, in particolare quello minorile, vanno avanti da decenni: da Gap a Nike, da Zara fino al dramma del crollo della fabbrica tessile Rana Plaza in Bangladesh nel 2013, dove 1.129 persone hanno perso la vita lavorando alla produzione di abiti per svariati marchi internazionali.

Ma proprio la tragedia del Rana Plaza ha ispirato il “Fashion Revolution Day”, che si tiene il 24 aprile, data dell’anniversario del crollo. Quest’anno l’organizzazione Fashion Revolution ha voluto testare la coscienza dei consumatori con un esperimento sociale molto interessante che potete vedere nel video sottostante.

Ogni anno le pubblicità, le immagini e gli slogan in cui la moda investe milioni di euro per comunicare al meglio i brand e i suoi valori aumentano. La coscienza dei consumatori può davvero fare la differenza, ma va mantenuta e rinfrescata continuamente, altrimenti continueremo ad indignarci e dimenticare.