Giovani alla Riscoperta della Filosofia: le “Romanae Disputationes”

Perché, nel 2015, è ancora utile “disputare” di filosofia?

Ritengo sia un’attività ancora fondamentale, perché i nostri giovani hanno bisogno di imparare ad argomentare, cioè a rendere ragione delle loro opinioni. Spesso sono superficiali, si fermano a un giudizio di gusto, deposito della cultura contemporanea. Disputare, invece, significa rendere ragione della propria ipotesi, della propria opinione, del proprio giudizio. Per farlo c'è bisogno della logica, degli strumenti che la filosofia ci offre, anche dell’arte retorica, e soprattutto della pazienza di fermarsi a riflettere su se stessi e sulle grandi domande. Questo aiuta i ragazzi a riprodurre la stessa attività nella vita e nella pratica didattica quotidiana. Per questo la filosofia torna a essere regina di tutte le scienze, in grado di alimentare il desiderio di conoscenza, utile in tutte le discipline e in qualunque cosa i ragazzi faranno da grandi.

Qual è il bilancio di questa tre giorni?

Il bilancio di questa tre giorni è assolutamente positivo. Abbiamo avuto 782 iscritti da tutta Italia, da oltre 70 scuole. Tutti hanno partecipato con interesse e serietà ai laboratori e alle lezioni. Agli Age Contra, i nuovi seminari di discussione, ideati per mettere alla prova i ragazzi dal punto di vista argomentativo, si sono scontrati due team alla volta e in due momenti diversi su due temi. La tre giorni è stata poi densa di lezioni di altissimo grado accademico, come quelle dei Professori Mario De Caro, dell'Università degli Studi di Roma Tre, Guido Alliney, dell'Università di Macerata, Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato dell'Università di Parma noto in tutto il mondo per la scoperta dei neuroni specchio, Michele Di Francesco, filosofo della mente e Rettore dello Iuss di Pavia, Marina Timoteo, dell'Università di Bologna-Istituto Confucio, e Francesco Botturi, Prorettore dell'Università Cattolica di Milano. Insomma, abbiamo avuto con noi i rappresentanti di tutte le anime del panorama filosofico. I ragazzi hanno potuto respirare lo stato attuale della ricerca filosofica italiana, ma oserei dire anche internazionale, vista la vasta esperienza di questi professori. I docenti e gli studenti sono stati entusiasti, curiosi e desiderosi di partecipare. I video hanno dimostrato che i ragazzi sanno fare molto di più di quello che comunemente si pensa e che hanno una profondità inaspettata, quando vengono poste loro le domande giuste. Il momento finale della premiazione è stato poi sentitissimo. Insomma, molto entusiasmo e tanta gratitudine per questa tre giorni.