Girls in Tech: “Donne e Tecnologia, Basta con i Pregiudizi!”

Figure come Marissa Mayer (CEO di Yahoo) e Sheryl Sandberg (COO di Facebook) rappresentano solo delle eccezioni o sono forse sintomo di un cambiamento in atto?

"Sono sintomi di un cambiamento, e sempre più istituzioni e organizzazioni in tutto il mondo stanno prendendo coscienza del gender gap e muovendosi nella giusta direzione. Certo, c’è ancora tanto da fare e noi vorremmo che le donne entrassero nei CdA non per le quote, ma perché se lo meritano. Eppure le quote sono un modo per “spronare” il cambiamento e portare le donne ai piani alti. Quando si supereranno i pregiudizi e si raggiungerà un’equa rappresentanza, le quote non saranno più necessarie".

Quanto è difficile per una donna dare vita ad una startup oggi?

"Se poniamo questa domanda alle tantissime imprenditrici e fondatrici di startup, che abbiamo recensito con la nostra Female Founders in Tech List, ci risponderanno che è difficile tanto quanto come per un uomo. Scherzi a parte, purtroppo a volte capita che una founder donna non venga presa sul serio come un founder uomo. Eppure, quando abbiamo chiesto che ostacoli avessero dovuto superare le tantissime founders che abbiamo intervistato, ci siamo spesso sentite rispondere che i maggiori ostacoli sono stati tutti interiori: perfezionismo (caratteristica molto femminile), paura di commettere errori e di fallire. Insomma, sembra proprio che le nostre super-founders non si facciano spaventare da agenti esterni!".

Quanti benefici può trarre l'imprenditoria italiana da un maggiore impiego e da una maggiore valorizzazione delle donne?

"Tantissimi, in Italia come all’estero. Non è perché le donne hanno qualcosa in più ma perché portano un’altra prospettiva ai problemi. In business come nella vita, la coordinazione e collaborazione tra uomo e donna produce migliori risultati - invece di combattersi e gareggiare, lavoriamo insieme e in sintonia per essere più produttivi e divertirci di più!"

Per concludere, cosa può fare una donna per implementare le proprie prospettive in questo settore?

"La tecnologia e l’innovazione sono i principali driver di un’economia in crescita. L’Internet Economy è un segmento che sta crescendo molto rapidamente e contribuisce in media al 4% del PIL dei paesi del G20. L’e-commerce in particolare si sta sviluppando molto rapidamente (in Italia nel 2012 ha registrato una crescita del 12%). Tutto ciò significa che in settori in forte crescita come questi verranno creati moltissimi nuovi posti di lavoro e si stanno delineando professioni che fino a cinque o sei anni fa erano inesistenti. Per le donne come anche per gli uomini significa avere maggiori opportunità lavorative e credo sia fondamentale per le donne non precludere la scelta di studiare materie scientifiche o informatiche, perché lo stereotipo vuole che siano materie più adatte a una mente maschile".

Insomma, c’è ancora tanto da fare, soprattutto, come abbiamo visto, in un settore così importante come quello tecnologico. Senz’altro le donne dovranno faticare ancora molto per superare stereotipi, preconcetti e discriminazioni, ma si sa che da qualche parte bisogna pur cominciare, quindi cosa c’è di meglio che iniziare a combattere l’ignoranza e il pregiudizio con la cultura e l’informazione che sono la vera chiave del progresso?