How to: Come Sopravvivere al Clima Inglese in 5 Mosse

Devo ammettere che però, anche io, durante questi mesi a bere the con la Regina sono andata incontro ad una trasformazione non indifferente:

Inizialmente ho cercato di essere una buona figlia e di seguire il consiglio di vestirsi a cipolla di mia madre: pero’ quando hai addosso due calzamaglie e 5 canottiere ed il tempo cambia più velocemente del taglio di Miley Cyrus vai incontro a scalmane che neanche una cinquantenne in menopausa ha mai provato.

(Questo fenomeno di cambiamento repentino delle condizioni atmosferiche mi ha portata ad un ripasso della geografia europea. Eh si, confermo, l’Inghilterra è un isola)

E allora che vai, togli la maglia, metti la giacca, metti sulle spalle il golf, invochi tutta la triade capitolina per concludere alla fine che  cazzotene: metti in borsa golf e golfini ed imiti gli autoctoni in canotta a meno venti.

Ah, a proposito... la prossima volta che vedrete nelle vie delle vostre città una ragazza in tipico German-style, con calzini, brikenstock e marsupio, salutatela, perché probabilmente sarò io.

Ma per evitarvi i miei errori, ecco una lista di mustn’t have nel regno unito, ovvero 5 oggetti assolutamente inutili che potete tranquillamente lasciare a casa (evitando di spendere il vostro stipendio in sedute da uno psicologo dopo aver superato i chili limite del bagaglio da stiva Ryanair):

L’ombrello. Sembrerebbe un oggetto sensato da portarsi appresso, invece no. Come dire… L’ombrello nel regno unito è più o meno utile come queste pantofole con scopino integrato (che poi a farci un pensierino…)

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Perché? Perché non importa la vostra ubicazione geografica ma ci sarà un vento tale che vi sembrerà sempre di essere a Trieste nei peggiori giorni di bora (se proprio non potete fare a meno di questo oggetto, portatene uno per settimana, questa è la frequenza media con cui si romperà)

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Arianna Gentilini

Classe 1994. Bolognese di origine ma Inglese di adozione, dopo aver studiato International Economics presso Università degli Studi di Padova si trasferisce a Londra, dove attualmente è stagista presso l’Ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata d’Italia, in attesa di iniziare il master in Social Policy alla LSE. Appassionata di letteratura Russa e politica internazionale, nel 2010 si avvicina al mondo del cheerleading e dal 2014 ricopre il ruolo di coach federale presso la società sportiva Jade Dragon Cheerleaders. Oggi collabora con Smartweek.

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