Intervista a Ottavio Maria Campigli, Manager ed Head Hunter presso Badenoch & Clark

Mi immagino un pubblico di lettori e professionisti diversificato, per cui cerco di evidenziare alcuni semplici consigli che possano valere per tutti, senza scendere nei tecnicismi:

A) pazienza, non insistenza > l'hh ha tutto l'interesse a ricontattarci al momento giusto, non servono a nulla le chiamate o le mail troppo insistenti. Naturalmente è invece sempre benaccetta una mail cordiale in cui segnaliamo un aggiornamento di carriera.

B) comprensione > l’hh non è un tuttologo, semmai un buon hh è un eterno studente. Come professionisti è normale padroneggiare alcuni tecnicismi, legati al nostro ruolo o ad un settore di nicchia, che probabilmente non sono (ancora) noti all’hh. In ogni caso consiglio sempre un atteggiamento aperto e disponibile.

C) opportunità > può capitare di rendersi conto, insieme all’hh, di non essere la persona giusta per uno specifico progetto. In questo caso può aprirsi per noi un’opportunità: non è obbligatorio nè dovuto, ma chiarire le logiche di un mercato, o segnalare il nominativo di un altro professionista chee riteniamo in linea, é certamente un buon modo per farci apprezzare.

D) disponibilitá > non è la parte più nobile del lavoro, ma tra le sue mansioni l'hh si trova ad organizzare appuntamenti tra diversi attori: il professionista, il referente aziendale e, si intende, l’hh.

Ogni progetto professionale coinvolge 3 o 4 professionisti “finalisti” che oltre naturalmente al primo incontro nell’ufficio dell’hh, sosterrano mediamente 3 ulteriori colloqui di selezione. Capite che non è sempre semplice trovare un orario comodo per tutti e organizzare l’appuntamento.

Certo qualche volta c’è un/una assistente ad aiutarci in questa attività, ma resta sempre un’attività dispendiosa, e dunque la flessibilità è sempre apprezzata.

E) onestà > dovrebbe essere scontato, ma ahimè capita ancora di ascoltare inesattezze sulla RAL (mai in difetto!!), imprecisioni su quante persone gestiamo piuttosto che addirittura sul ruolo ricoperto. C’è poco da dire, le bugie hanno le gambe corte e mentire è il peggior modo di presentarsi ad un hh”.

Immagino ce ne siano tanti, ma qual è per Lei il singolo elemento più importante che consente di essere presi in considerazione?

“Credo sia molto soggettivo. Personalmente resto sempre affascinato da chi lavora con passione, quella vera, da chi è capace di farsi carico delle proprie responsabilità e affronta le difficoltà con atteggiamento positivo”.