Trasferito in un altro ospedale psichiatrico, l’Athens Mental Health Center, e sottoposto alle cure del dottor David Caul, Billy si ritrova a fare i conti con l’opinione pubblica, decisamente spaccata in due: come capita per tutti i casi di cronaca nera, da Ted Bundy a Raffaele Sollecito, i colpevoli (o presunti tali) riescono a suscitare sia disgusto per ciò che hanno fatto che fascino per il processo mentale che li ha portati a farlo. La pressione mediatica su Billy è tale da compromettere il precario equilibrio raggiunto grazie al dottor Harding, causando una nuova disgregazione della sua identità. Le personalità attraversano un periodo di confusione, durante il quale nessuna riesce a imporsi validamente come guida. È in questo contesto che oltre ai dieci conosciuti fino a quel momento si palesano altri tredici soggetti. Classificati come “indesiderabili” da Arthur, sono coloro che hanno violato una delle cinque regole stabilite da lui, Ragen e Allen: non mentire, proteggere donne e bambini, osservare la castità, mantenersi intellettualmente attivi, non violare i diritti delle altre personalità.
È dopo questa scoperta che Billy inizia, nonostante le reticenze iniziali, una serie di colloqui con un nuovo individuo. Non un medico, non un avvocato. Spessi occhiali rettangolari, orecchie a sventola, sorriso cordiale e gilet bizzarro. Così si presenta lo scrittore americano Daniel Keyes, intenzionato a raccontare la verità dietro quello strabiliante caso giuridico. Quando inizia a parlare con Billy, però, si rende conto di come il suo compito sia più difficile di quanto potesse immaginare: i ricordi di Billy si fermano ai suoi sedici anni, con innumerevoli e prolungati vuoti di memoria sia prima che dopo. E si sa, una storia incompleta non è una storia. Lungi da Keyes inventare episodi che colmino le sempre più frequenti lacune narrative, l’autore sta per appendere la Mont Blanc al chiodo quando fa un’incredibile conoscenza. Complici le efficaci cure del dottor Caul, il ventiquattresimo personaggio entra inaspettatamente in scena.

