La Svolta di McDonald’s: dov’è finito il fast food?

Negli ultimi tempi infatti molte sono state le strategie attuate da McDonald's: è stato dato rilievo alla colazione, si è attuata una "campagna green" contro gli sprechi, soprattutto in Germania, che ha portato all'utilizzo di materiali riciclabili tra cui vetro e ceramica.

Sono stati proposti diversi prodotti in vista di un'alimentazione più sana come insalate, yogurt e frutta, oltreché menù limited edition che hanno favorito i prodotti locali. La nota catena di fast food ha inoltre brevettato il McVeggie, un panino vegano che potesse accontentare anche coloro che non mangiano carne, e d'altra parte ha portato sui "vassoi" hamburger di carne fresca, sostituendo quelli congelati e precotti.

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Anche sul versante tecnologico, il marchio si è rinnovato attraverso un servizio di consegna a domicilio e la possibilità di pagare e ordinare attraverso postazioni automatiche o tramite smartphone. È stato inaugurato inoltre il servizio al tavolo, in controtendenza al concetto di fast food.

Agrodolce

Il problema sembra essere la diversificazione dei servizi proposti, che sembrano contraddire l'identità del brand, e disattendere le aspettative dei clienti abituali. Il fattore qualitativo, per esempio, può rivelarsi uno svantaggio comportando un'attesa di un minuto in più per ogni panino servito per un business che ha trovato nella velocità del servizio il suo punto di forza. Anche il fattore economico ha influito, in quanto il prezzo è mutato in relazione all'attenzione volta al prodotto.

Tuttavia, questo trimestre si è concluso positivamente (anche se con ricavi in calo rispetto allo scorso anno); in particolare le vendite per i punti vendita aperti nell'ultimo anno hanno registrato una crescita del 4,1%, che ha superato il +3,4% stimato. Ciò potrebbe significare che il volto di McDonald's stia realmente cambiando e conseguentemente possa trovare un nuovo target di riferimento nella clientela e imporsi in modo diverso sul mercato.