Legal Alien, Tutto Quello che c’è da Sapere per Sopravvivere in UK

3) L'Approccio

Forse ho corso troppo, perché per parlare con un uomo inglese in qualche modo dovrete approcciarlo. Perché lui non vi approccerà. Mai.

Rettifico, non vi approccerà prima della 4 pinta di birra e se lo fa forse a quel punto sarete voi a declinare cortesemente la sua attenzione per non rischiare di rovinare quella maglia nuova da 20 £ (che in euro, non e ancora chiaro perché, ma vi sembreranno circa 5000000€)

La regola nel Regno Unito non è quella dell'amico, ma quella dell'uomo sobrio che non approccia.

Dopo numerose analisi psicologiche che a Freud e Jung messi assieme fanno una pippa, sono giunta alla conclusione che questo deriva da un fattore sociologico piuttosto importante: la donna inglese.

Le vedrete passeggiare stile Geordie Shore in canotta e gonna inguinale, incurante dei -50 gradi centigradi, mentre voi ovviamente per evitare l’ibernazione indossate cappello, guanti, maglietta della salute in lana e pile quechua. So sexy.

Geordie Shore

Ma la donna inglese sarà un capitolo a sé stante. Per adesso ci basta sapere che la donna inglese non sottostà al tabù della donna che non fa il primo passo.

Lei è ribelle, quello che vuole se lo prende (anche perché oggettivamente è difficile dirle di no con quei tacchi, il tacco a spillo è un'arma impropria troppo sottovalutata) e l’uomo inglese ci sguazza felice come una pasqua in questo mare.

Ma sarà che sono italiana e ho la mente annebbiata da stereotipi ma io, a fare il primo passo, non ci sto.

Ed è per questo che infatti scrivo questo articolo con il gatto dei miei padroni di casa accovacciato sulle gambe anziché essere a bere un vodka martini con qualche broker della City.

Arianna Gentilini

Classe 1994. Bolognese di origine ma Inglese di adozione, dopo aver studiato International Economics presso Università degli Studi di Padova si trasferisce a Londra, dove attualmente è stagista presso l’Ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata d’Italia, in attesa di iniziare il master in Social Policy alla LSE. Appassionata di letteratura Russa e politica internazionale, nel 2010 si avvicina al mondo del cheerleading e dal 2014 ricopre il ruolo di coach federale presso la società sportiva Jade Dragon Cheerleaders. Oggi collabora con Smartweek.

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