Gli aiuti allo Stato d’Israele da parte degli USA sembrano oltrepassare i confini politici standard, finendo in una dimensione misteriosa formata da relazioni internazionali non basate sui consensi. Entrambi i candidati alla casa bianca, Hillary Clinton e Donald Trump, hanno espresso il loro totale appoggio e sostegno verso Israele nonostante recenti sondaggi affermino come i giovani americani non simpatizzino per questi ultimi nel conflitto arabo-israeliano. Quindi la domanda continua a sussistere, perché l’America versa soldi a uno stato che viola espressamente i diritti umani provocando sentimenti contrastati tra la popolazione? Una risposta hanno provato a darla i professori Stephen Walt e John Mearsheimer nel loro articolo intitolato “The Israel Lobby”, affermando come l’AIPAC (American Israel Public Affaire Commitee) sia una delle lobby più potenti a Washington e sostenendo la “generosità” e “disponibilità” dei suoi membri.
La finalità di questo prestito continua a essere fonte di dubbi e perplessità, l’utilizzo di questi soldi viene anche usato per prolungare un’occupazione militare che dura da più di 40 anni, inottemperando diritti internazionali e sostenendo continue violazioni dei diritti umani, il tutto alla luce del sole accompagnato dalla cerimonia per la firma dell’accordo, delineando un processo che marcia inarrestabile ormai dal 1967 e continuerà ufficialmente almeno per altri dieci anni.
