In attesa che l’argomento sia posto all’attenzione del legislatore, agli smartphone-addicted italiani non resta che ripiegare sui consigli di Oliver Burkeman, giornalista per The Guardian e grande oppositore del cosiddetto “lavoro invasivo”: tenere ogni giorno per qualche ora il telefono in modalità aereo, imporre un filtro alle mail di lavoro durante il weekend e, soprattutto, abolire il meccanismo perverso delle notifiche, capaci di catalizzare di continuo la nostra curiosità.
Del resto, la società moderna sarà pure liquida (per dirla con il sociologo Zygmunt Bauman) ma questo non significa che a fluidificarsi debba essere anche il nostro tempo. Stabilire dei limiti, fissare una linea di demarcazione tra incombenze lavorative ed esigenze private, salvaguardare gli spazi personali sono tutti accorgimenti che aiutano a gestire meglio la nostra vita e a garantirci serenità. Senza contare che starsene offline per periodi prolungati esercita sempre un certo misterioso fascino sui nostri contatti. Tutti ottimi motivi per rivalutare il senso del tasto OFF . E premerlo più spesso.

