Bè, innanzitutto mi aspetto che a un minore non sia concessa la possibilità di fare uso di sostanze stupefacenti, leggere o pesanti che siano. Per i maggiorenni, invece, si potrebbe pensare a un centro simile ai Cannabis Club spagnoli…
“No, le ho fatto una domanda precisa: uno di 14 anni che vuole provare la cannabis, cosa fa? Dove va? Va dal padre e si fa accompagnare in farmacia o va dallo spacciatore dietro l’angolo per non farsi beccare?”.
Un minorenne non dovrebbe avere la possibilità di consumare cannabis, ma magari comunque si potrebbe ovviare al problema istituendo dei centri che abbiano in primo luogo un approccio informativo. Potrebbe aiutare a eliminare la figura dello spacciatore…
“Il 14enne che vuole drogarsi andrebbe comunque da lui, quindi non scomparirebbe la figura dello spacciatore”.
E’ lo stesso discorso che si potrebbe fare per il mercato del lavoro: per quante norme si possano fare per favorire le assunzioni in azienda, ci sarà sempre qualcuno che continuerà a preferire il lavoro in nero…
“Mi risponda sul punto, non mi dica un’altra cosa. Anche la mafia esiste nonostante le norme antimafia, ma non cancelliamo le norme antimafia perché la mafia esiste. Serviranno quelle norme a punirli se li scopriamo e forse a convincere qualcuno a non intraprendere quella via”.
Immagino in un centro come in Spagna, dove si può fare un uso terapeutico ma anche ricreativo…
“Ricreativo? Cos’è? Un oratorio? Un posto dove si fa sport? Uno dovrebbe ricrearsi andando in un posto a comprare la droga? Io rifiuto il termine. La droga non crea nulla, distrugge soltanto. Comunque non mi ha risposto: cosa farebbe questo 14enne?”.
Immagino che, pur di non prendere schifezze per strada, si approcci a queste strutture dove viene accolto da persone che gli illustrano…
“Che lo fanno drogare…”.
