Se invece come controllo dello Stato intendessimo un’attività volta al controllo della qualità della sostanza per evitare che la gente assuma sostanze comprate per strada magari tagliate male?
“Si spieghi meglio, lei quindi mi sta parlando di droghe pesanti…”
No, di droghe come cannabis o hashish…
“No lei sta parlando di morti. Quindi o sono droghe leggere che non causano morti o sono droghe pesanti che li causano”.
Bè, ma è lei che ha detto che è contro ogni tipo di distinzione…
“Lei sta facendo come tutti quelli che parlano del problema. Parla così, mettendo le parole in fila, faccia un esempio specifico. Sta parlando con uno che se ne intende di queste cose. Questo linguaggio approssimativo lo può utilizzare quando si confronta con persone disinformate”.
Lei ha detto che chi comincia con la cannabis difficilmente poi non passa a droghe più pesanti…
“Ho detto non sempre. È raro che si trovi un consumatore di droghe chimiche come eroina o cocaina che non sia passato per altre droghe più leggere. Poi, per fortuna, non tutti fanno un’escalation dalla cannabis all’eroina”.
Capita, però, con sostanze come l’hashish, che ha una lavorazione diversa da quella della marijuana, che possa essere tagliata con sostanze dannose…
“Ogni tanto anche noi mangiamo nei ristoranti dove in cucina ci sono le blatte, poi per fortuna arrivano i NAS e li chiudono. I rischi ci sono anche mangiando un piatto di pasta se i prodotti utilizzati non sono stati conservati in maniera idonea. Il rischio c’è sempre. Quindi cosa dovremmo fare? Vendere la droga nei minimarket? Ora faccio un esempio io a lei: cosa dovrebbe fare un ragazzino di 14 anni che vuole iniziare a usare della cannabis? Va in farmacia accompagnato dal genitore? Visto che stiamo parlando anche di minorenni, mi dica lei. Il ragazzo va nel negozio autorizzato dallo stato a comprare la droga oppure diamo vita al mercato grigio? Per cui nella fase iniziale ricorrerebbe comunque allo spacciatore, che permarrebbe anche qualora la droga leggera venisse legalizzata?”.
