Smartweek Racconta Ingvar Kamprad, il Visionario Fondatore di IKEA

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Un’altra carta vincente dell’imprenditore svedese è stata la sua dislessia: avendo difficoltà a memorizzare i codici dei suoi prodotti, Kamprad iniziò a dar loro dei nomi. È così che nasce Billy, per tutti i clienti IKEA sinonimo di libreria. Ed ecco perché i nomi dei prodotti IKEA sono universali e non vengono tradotti in altre lingue.

Il settimanale svedese Veckans Affarer ha definito qualche anno fa che Kamprad una delle persone più ricche del mondo, assumendo che il fondatore di IKEA fosse in possesso della intera società svedese. Kamprad e la sua famiglia hanno dichiarato tali affermazioni false, dal momento che l’imprenditore è proprietario solo di una piccola parte dell’azienda, avendo trasferito i suoi interessi nella Stichting INGKA Foundation e nella INGKA Holding, entrambe con sede in Olanda.

Lo stesso errore di valutazione ha indotto Bloomberg Billionaires – che quotidianamente stila la lista delle 20 persone più ricche al mondo – a collocare Kamprad nella top ten, e Forbes a stimare il suo patrimonio in 23 miliardi di dollari nel 2010. Quando Kamprad ha prodotto i documenti che dimostravano la reale ricchezza da lui posseduta, il suo patrimonio netto è stato ridimensionato a “soli” 3,4 miliardi di dollari a febbraio 2016.

La vita di quest’uomo, che comunque rimane uno dei più ricchi al mondo, non è fatta però di sola gloria: c’è qualcosa che lo stesso Kamprad ha definito l’errore più grande della sua vita.

Nel 1994 muore l'attivista fascista Per Engdahi. Alcune lettere in suo possesso vengono rese note: tra queste, ne figurano alcune firmate da Ingvar Kamprad. Nel 1942, un anno prima di fondare IKEA, Kamprad si era infatti unito al gruppo filo-nazista Nuovo Movimento Svedese di Engdahi, per il quale si impegnò anche a reclutare nuovi membri. Mai si macchiò di crimini in modo diretto, ma certamente non fu tra quegli svedesi che – come Raoul Wallenberg, membro della famiglia che ha fondato Volvo (i cui autobus furono messi in quel periodo a disposizione della Croce Rossa) e allora diplomatico a Budapest – salvarono le vite di migliaia di ebrei, talvolta anche sacrificando la propria.

Dopo queste rivelazioni, Kamprad scrisse ai suoi dipendenti una lunga lettera di scuse, definendo quella affiliazione il suo errore più grande.

In molti pensano che la presenza di un deposito all’interno dello Stato di Israele sia un modo per dimostrare che si sia trattato effettivamente solo di un momento all’interno della vita di un giovane, allora disorientato, che si è lasciato ammaliare dalla creazione di un impero senza sapere che di lì a poco avrebbe creato il proprio.

Ingvar Kamprad, dopo 91 anni fatti di successi, errori e un grande patrimonio, si è spento il 28 gennaio del 2018  nella sua casa di Liatorp, località del comune natio di Älmhult, Contea di Kronoberg, in Svezia.