Una volta terminato il giro, consigliamo di tornare sul Decumano e di continuare a percorrerlo. Una capatina all’interno dei padiglioni di Moldova e Bielorussia potrebbe risultare interessante, anche per via della loro scarsa affluenza. Poco più avanti è il turno della Cina: un padiglione molto grande e colorato, che vale senza dubbio la pena di vedere. Sesto obiettivo della nostra visita serale, dopo una passeggiata tra i colori dei raccolti orientali, è il padiglione dell’Azerbaigian: molti lo snobbano, preferendogli i vicini Emirati Arabi Uniti, noi, però, consigliamo di non perderselo per nessun motivo al mondo.
Purtroppo, a causa del tempo tiranno, ci troviamo costretti a saltare tutta la parte relativa a Israele e Italia, quelli (insieme al Brasile) statisticamente più gettonati e quindi quelli più soggetti a code interminabili. Mandato giù il boccone amaro della mancata visita a Palazzo Italia (serve un grosso spirito di sacrificio patriottico), è la volta del padiglione dell’Austria. La freschezza piacevole del bosco ricreato all’interno della struttura sicuramente non è la stessa provata in pieno pomeriggio ad Agosto, ma perdersi una passeggiata tra la vegetazione austriaca è un reato da non commettere. Presa una bella boccata di ossigeno, è ora il tempo di fare un giro tra i video motivazionali sulla nutrizione made in USA.
Il giro può ritenersi concluso con la scelta di uno tra i padiglioni di Russia e Oman, situati al termine del decumano e molto diversi tra loro, ma non per questo meno interessanti. La visita si concluderà con una bella cena (abbastanza economica se fatta in uno dei tanti punti di ristoro tradizionali) all’ombra dell’Albero della Vita, che, una volta all’ora, delizia i visitatori con dei meravigliosi giochi di luce e acqua.

