Tritone
Il pianeta Nettuno, il più lontano del nostro sistema solare, possiede quattordici satelliti naturali conosciuti, il maggiore dei quali è Tritone; gli altri satelliti principali sono Nereide, Proteo e Larissa. Tritone è stato sorvolato da un'unica sonda spaziale, la Voyager 2, nel 1989; i dati e le immagini inviate alla Terra hanno permesso di stimarne con precisione i parametri fisici e orbitali, di individuarne le principali formazioni geologiche e di studiarne l'atmosfera.
La sua superficie è composta in gran parte da azoto ghiacciato, la crosta e il mantello da acqua congelata e il nucleo, che costituisce i due terzi della massa totale, da rocce e forse metalli. La superficie è relativamente giovane, in quanto è caratterizzata da un'attività geologica particolarmente intensa, con creste, depressioni, solchi, cavità, altipiani, pianure ghiacciate e numerosi geyser visibili che eruttano azoto. Nonostante il satellite sia ancora geologicamente attivo, la sua temperatura è la più bassa dell'universo conosciuto, 38 K (-235 °C), e si pensa che ciò sia il risultato dell'evaporazione dell'azoto della superficie. Data la sua attività geologica e il possibile riscaldamento mareale, si è ipotizzato che Tritone possa ospitare forme di vita acquatiche, in un oceano di acqua mista ad ammoniaca sotto la superficie (ipotesi avanzata anche per Europa). L'ipotetica vita extraterrestre su Tritone ovviamente non può essere paragonata alla vita sulla Terra, a causa delle temperature estreme, le condizioni ambientali di azoto e metano, e per il fatto che la luna giace all'interno della pericolosa magnetosfera di Nettuno, dannosa per le forme di vita biologiche.

