Sabato/Domenica: indice, bibliografia, caricamento
Nel weekend scopro che la laurea potrebbe saltarmi causa foglio consegnato due giorni troppo tardi. Inizio a pensare prima a come recuperare seimila euro per il successivo semestre e subito dopo a quale tipo di suicidio sarebbe il più indolore. Alla fine la mia ars oratoria mi consente di superare l’incidente burocratico. E con ars oratoria intendo improbabile supercazzola con voce rotta dal pianto disperato. Mi sento assolutamente tranquilla perché la bibliografia dai, dieci minuti e me la cavo. Spoiler: otto ore di ricerca di autori, titoli, editori, anni di pubblicazione e numeri di pagine in cui mi sono alzata dalla sedia una volta per preparare la caffettiera da sei e l’altra per dare l’insalata al canarino in modo tale che smettesse di disturbarmi pigolando. Mi dico che non posso farcela a rileggere tutto prima di consegnarla, poi mi dico che non mi perdonerei una consecutio temporum sbagliata e quindi mi presto.

L’attimo in cui carichi il file definitivo può essere paragonato a quando Messner mette piede sulla punta dell’Everest e dice “altissima, purissima, levissima”. Con la differenza che odio il freddo, non ho tutta quella barba e l’unica acqua di cui ho evidente bisogno la imbottigliano a Lourdes.
