Il prelievo della tassa avviene direttamente attraverso l'intermediario - che può essere un'agenzia immobiliare o un portale web - nel momento stesso dell'incasso del canone di locazione, dal quale viene trattenuto il 21% della somma totale (lorda). Come si legge nel comunicato stampa dell'Agenzia dell'Entrate:
"La ritenuta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è effettuata, viene operata a titolo di imposta in caso di opzione per la cedolare secca, o a titolo di acconto se il beneficiario non sceglie, in sede di dichiarazione dei redditi, di applicare il regime della cedolare. Gli intermediari devono inoltre certificare e dichiarare le ritenute operate".
Le proteste non sono però mancate e dopo la bocciatura del ricorso al Tar, ad opera proprio di Airbnb, è intervenuto anche l'Antitrust manifestando alcune perplessità. Vengono sottolineati, in particolare, due aspetti: tale imposta potrebbe alterare gli equilibri concorrenziali e penalizzare i consumatori e inoltre potrebbe ridurre l'utilizzo delle piattaforme digitali, che hanno favorito uno sviluppo del settore.

Non è ancora chiaro se si procederà ad una revisione della manovra, quel che è certo è che vi sia la necessità di uno strumento di controllo, come dimostrano anche gli interventi promossi da altri paesi tra cui New York, Toronto e Barcellona.
