Tra Crisi Economica e Interventismo: la Russia, Oggi

Ma tornando alla nostra domanda, può la Russia considerarsi una potenza di scala globale come lo fu nella guerra fredda? La risposta che dà il Presidente Obama, per esempio, è “no”, affermando che la Russia non ambisce nemmeno realmente a tale carica e vuole semplicemente guadagnare la sua sfera d’influenza nel continente Asiatico. In questo senso si può leggere anche l’intervento del Cremlino in Siria (che si trova proprio in Asia).

Una seconda ambivalenza riguarda la natura assertiva della politica estera russa di questi anni. Essa può essere letta sia in termini difensivi che offensivi. Essa è infatti una combinazione di queste due cose. La Russia si è sentita provocata nel proprio spazio d’influenza storico: si guardi all’allargamento della NATO vicino ai propri confini e si consideri l’avvicinamento tra Ucraina e NATO stessa dal 2014 ad oggi. Dall’altro lato, l’intervento in Siria è chiaramente offensivo sebbene sempre giustificato con la presenza di un grande numero di combattenti russi tra le fila dello stato islamico.

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Una terza ambivalenza risulta evidente anche nel dibattito pubblico occidentale: la Russia si muove come ogni altra potenza o conduce una politica in stile ottocentesco intrappolata in modi e concezioni non più congrue al giorno d’oggi?. La risposta data dal professor Colombo è che oggi tutti gli attori fanno una politica ottocentesca. La Russia, semplicemente, si è approfittata delle debolezze altrui, dovute a una minor attenzione prestata a essa dal crollo dell’ URSS in poi, ma – continua il professore – gli altri hanno fatto lo stesso sfruttando le debolezze russe. Negli ultimi due anni, più che manifestare la propria forza, la Russia è stata molto capace a sfruttare la paralisi nella politica estera degli USA. È sufficiente guardare alla reticenza nell’intervento sullo scenario Siriano da parte del presidente Obama, senz’altro condizionato in tutte le sue azioni militari dal Nobel per Pace conferitogli nel 2009, più per pressione politica sulle sue azioni future che per particolari traguardi raggiunti al momento dell’attribuzione. L’ex Repubblica Sovietica ha dimostrato inoltre grande capacità realista nell’ incunearsi tra le differenze dei vari attori occidentali: la stessa Unione Europea è divisa sul capitolo Russia, con paesi come l’Italia in prima linea per l’abolizione delle sanzioni che penalizzano il paese in maniera assolutamente non proporzionale.