La seconda è il rifiuto da parte del mercato di diminuire i tassi d’interesse sul debito, che attualmente viaggiano attorno al 25%. La terza riguarda quello che noi abbiamo definito un “giudizio di valore”: il prostrarsi del rifiuto di affrontare in maniera “cooperativa” un Piano Europeo di salvataggio della situazione greca. Per questo ultimo punto le parole del Poeta (G. Scarchilli) ci aiutano: “E’ un Dio (dell’economia) che si nutre di sofferenza umana, di degrado, di lascive ignominie. E’ un Dio arrogante…e corruttore”. E ancora: “Terribile non è morire, ma morire più volte in un giorno”. Come suggeriva, in un recente articolo Davide Villa (Smartweek), nell’analisi del “dilemma del prigioniero” vi è solo una unica possibilità per minimizzare le perdite per tutti - quella di attuare una collaborazione tra Debitori e Creditori.
Il tempo stringe, entro fine maggio, le casse della Grecia saranno vuote senza qualche aiuto europeo, e noi crediamo più al Poeta che agli economisti della Troika: “essere privi di speranza non significa essere disperati”. Grazie a Giancarlo Scarchilli.
